Nel panorama del cinema a vocazione spirituale contemporaneo, l’approdo in Abruzzo della pellicola francese Sacré-Cœur (Sacro Cuore) rappresenta un segnale significativo di come il circuito distributivo dedicato alle opere di ispirazione religiosa stia ritrovando una propria centralità anche nei contesti territoriali. L’iniziativa, promossa dall’Ufficio per le comunicazioni sociali della Diocesi di Sulmona-Valva, ha condotto il film nel comprensorio Peligno-Sangrino, con proiezioni ospitate presso la multisala Igioland di Corfinio (L’Aquila) nelle giornate del 3 e 4 marzo.
L’operazione assume un rilievo che va oltre la semplice programmazione cinematografica: si configura piuttosto come un caso emblematico di sinergia tra istituzione ecclesiale, realtà distributive e comunità locale. Il patrocinio diocesano ha conferito all’evento una cornice culturale precisa, inscrivendolo nel solco di una tradizione che considera il linguaggio audiovisivo quale strumento privilegiato di evangelizzazione e di riflessione antropologica.
Sacré-Cœur, già accolto in Francia con un interesse marcato per la sua capacità di intrecciare dimensione narrativa e tensione teologica, si colloca nel solco di quel cinema che non si limita a tematizzare la fede, ma la assume come chiave ermeneutica dell’esperienza umana. L’opera esplora infatti i temi della speranza, della trascendenza e della devozione al Sacro Cuore di Gesù con un impianto estetico che coniuga sobrietà formale e intensità emotiva, evitando derive didascaliche per privilegiare un racconto intimista e simbolicamente stratificato.
Determinante, per la riuscita dell’iniziativa, è stata la collaborazione tra la direzione della multisala Igioland e la Dominus production, realtà impegnata nella promozione di opere di alto profilo spirituale e culturale. In questo contesto si inserisce anche il contributo organizzativo di Luisa Rita Zaccardelli, referente diocesana delle Guardie d’Onore del Sacro Cuore, il cui lavoro di coordinamento ha reso possibile una diffusione capillare dell’evento all’interno della comunità diocesana.
L’invito rivolto ai fedeli, alle associazioni e alla cittadinanza si inscrive in una prospettiva che considera il cinema non soltanto come intrattenimento, ma come spazio di confronto e di elevazione culturale. Le parole che accompagnano l’opera – “Il Suo Regno non avrà mai fine” – sintetizzano efficacemente l’orizzonte teologico entro cui il film si muove, ribadendo la vocazione del grande schermo a farsi luogo di interrogazione sul senso ultimo dell’esistenza.
In un’epoca in cui il mercato audiovisivo appare dominato da logiche di consumo rapido e serialità diffusa, la presenza di Sacré-Cœur in un territorio come quello aquilano testimonia la persistenza di un pubblico attento a proposte cinematografiche capaci di coniugare qualità artistica e profondità spirituale, rilanciando il dibattito sul ruolo del cinema religioso nel sistema culturale contemporaneo.


