Ofena (L’Aquila) – Un confronto acceso, tra timori di ‘manipolazioni’ e allarmi sui costi, quello andato in scena a Ofena, in provincia dell’Aquila, dove il Cospa Abruzzo (Comitato agricoltori e allevatori) ha promosso un incontro pubblico per approfondire il tema della separazione delle carriere in vista del referendum del 22 e 23 marzo.
Ospite del dibattito Massimiliano Mezzanotte, ordinario dell’Università degli Studi di Teramo, che ha richiamato il valore costituzionale dello strumento referendario: un passaggio che, nelle intenzioni dei promotori, dovrebbe rappresentare la libera espressione del popolo sovrano. Ma proprio su questo punto si sono concentrate le critiche.
“La percezione è che, attraverso i social, ci sia una sorta di manipolazione dell’opinione pubblica verso indirizzi particolarmente interessati”, ha dichiarato il presidente Rossi, evidenziando come il clima che precede il voto sarebbe tutt’altro che neutrale.
Nel merito della riforma, il coordinatore del Cospa ha puntato l’attenzione sul nodo economico e strutturale della separazione delle carriere. Secondo quanto emerso nel confronto, la riforma porterebbe alla nascita di 2 organi assimilabili al Consiglio superiore della magistratura, anziché uno soltanto. “Si arriverebbe a istituire 2 organi da considerare alla stregua di Consigli superiori della magistratura e non uno solo, con la presenza di magistrati che potrebbero arrivare a percepire compensi fino a 300 mila euro l’anno, in un sistema giudiziario che, secondo alcune posizioni espresse, continuerebbe a non funzionare in modo efficiente. E questo perché solo una parte della magistratura lavorerebbe davvero e con pieno impegno etico”, ha aggiunto.
Il timore espresso è quello di un aggravio di spesa per i cittadini, già ‘pesantemente gravati non solo dai costi economici della giustizia, ma anche dai tempi’ giurassici’. Sotto la lente, in particolare, i contributi unificati che potrebbero aumentare per sostenere ulteriori strutture.
“La sensazione è che si rischierebbe di spendere altre risorse pubbliche per nuovi organismi giudiziari senza un reale miglioramento del ‘servizio giustizia’, mentre i cittadini continuano ad attendere anni per una semplice causa e lunghi mesi per prestazioni sanitarie, come una banale Tac”.
Un tema, quello della giustizia, che a Ofena (L’Aquila) ha dimostrato di saper accendere il dibattito ben oltre i confini del mondo agricolo, toccando corde profonde: fiducia nelle istituzioni, equità dei costi e qualità dei servizi pubblici.


