Ospedale di comunità, Vademecum di sopravvivenza

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L’Ospedale di Comunità non è un piccolo ospedale.
La differenza pratica tra ospedale e ospedale di comunità è netta, soprattutto in caso di urgenza. Perché una scelta politica non spiegata con trasparenza potrebbe minacciare la nostra vita, chiariamolo in modo concreto: l’ospedale e’ solo per acuti. E’ destinato a emergenze e urgenze, diagnosi rapide, interventi salvavita, gestione di patologie acute e instabili. Per garantire di potersi occupare di questo, ha un pronto soccorso, ha medici specialisti H24, ha Tac, risonanza, laboratorio analisi urgente, ha rianimazione, sale operatorie, terapie intensive e sub-intensive.
Dovrebbe recarcisi direttamente chi, ad esempio, ha un dolore toracico, sospetto ictus, un trauma, una difficoltà respiratoria, una febbre alta con peggioramento rapido, un sanguinamento importante. L’ospedale di comunità è una struttura intermedia non per le emergenze, pensato per pazienti stabili, per cure a bassa intensità clinica, per degenze brevi di supporto, per continuità tra ospedale e casa. Nasce per evitare ricoveri ospedalieri inutili per evitare dimissioni ‘troppo precoci’, per assistere anziani o fragili non critici. Non ha un pronto soccorso, non gestisce urgenze, non ha terapia intensiva, non ha diagnostica complessa H24 ed i medici non sono sempre presenti 24/7 (spesso solo in reperibilità). L’ospedale di comunità ha posti letto, di solito da 15 a 40, ha una assistenza infermieristica continuativa generalistica, un medico di riferimento (non emergentista e potenzialmente neanche presente), una fisioterapia, un supporto alla dimissione, una gestione di terapie, medicazioni e riabilitazione leggera. Cosa succede se una persona accede, per un’urgenza, a un ospedale di comunità per un dolore toracico, una dispnea, una perdita di coscienza, una febbre con instabilità, un trauma.
L’ospedale di comunità non può prenderla in carico: Valutazione minima, attivazione 118, trasferimento immediato in ospedale per acuti e nessun trattamento avanzato sul posto. In pratica, si perde tempo prezioso. Semplicemente, non si accede e non si deve accedere spontaneamente per urgenza.
Ci si accede su invio dall’ospedale, su invio del medico di base, dopo un ricovero per acuti, per pazienti stabili, ma non gestibili a casa. In una frase, in ospedale ‘potrei morire se non mi vedono subito’, nell’ospedale di comunità ‘non sono grave, ma non posso stare a casa’
Ma allora l’ospedale di comunità è una struttura inutile e perché l’hanno chiamato ospedale, confondendoci. Chi ci aiuta nella decisione se percorrere 50 km in più in cerca di un ospedale o andare nell’ospedale di comunità più vicino? Al 118 l’ardua sentenza.

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