La casa nel bosco: non un cartone per bambini, un dramma educativo divenuto poi, pericolosamente, un viatico per la fantasia dei ‘buoni’. I fatti, oltre un ingenuo buonismo al di fuori dall’etica, sono incontrovertibili.
La vicenda nasce da un avvelenamento da funghi della famiglia e dal padre che, allontanatosi dal casolare, chiama un vicino, non sua moglie, per i soccorsi sanitari. Se si fosse trattato di un ristorante avrebbe chiuso per sempre. La madre, oltre a paladina della new-age, si è auto-abilitatasi a saldatrice verbale di chakra a pagamento (200 dollari). Il papà ha constatato la possibilità di avere in pugno una intera società senza doveri e coscienza. É stata data alla famiglia una seconda casa del tutto attrezzata, sono stati garantiti lavori gratuiti di ristrutturazione del loro casolare, sono state attivate tutte le tutele sociali possibili ed immaginabili (sono risorse…), hanno ricusato avvocati che non rispondevano alle loro richieste ed alla fine il paradosso : per far sottoporre i figli ad un esame di sangue per stabilire di quali vaccinazioni neonatali avessero bisogno, sono ineludibili in ogni Paese civile, la famiglia avrebbe chiesto 50 mila euro a bambino. Non è dato sapere se l’alzata d’ingegno venga dal papà gregario o dalla virtuosa eletta nel collocamento dei guaritori.
Il tempo in cui Berta filava non riuscirà ad essere definitivamente esaurito.

Referendum: Reboa, sorteggio già previsto in Costituzione
A chi afferma che il sorteggio dei giudici quali componenti del Consiglio superiore della magistratura, da una lista di candidati,


