Tribunali abruzzesi: il percorso per salvarli si complica parecchio

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Ve le ricordate le rassicurazioni sulla sopravvivenza dei tribunali abruzzesi sventagliate nell’atmosfera prima in autunno, poi reiterate a fine dicembre, rilanciate a marzo e durante tutta la campagna elettorale e ribadite infine a maggio in un incontro con Nordio?

Ricordate che si parlava di un disegno di legge che stabilizzasse i tribunali abruzzesi, di uno che riordinasse la geografia giudiziaria e di un provvedimento di proroga della loro soppressione, all’interno delle milleproroghe bis estivo, e che tutto doveva arrivare entro luglio?

Ricordate che quando i pochi scettici a dicembre 2024, insistevano perché la proroga fosse inserita nel mille proroghe allora in approvazione, furono quasi derisi perché “è inutile, tanto ci pensiamo noi in primavera”.

Ecco, tutte fanfaronate.

A dirlo non siamo noi ma i loro stessi autori. Rei confessi. 

Interpretazione autentica.

Dopo la nota di ieri del coordinamento dei tribunali abruzzesi, il senatore Guido Liris e l’on. Etel Sigismondi, infatti, stanno per depositare un emendamento al decreto legge Economia per sospendere gli effetti della chiusura dei quattro presidi di giustizia abruzzesi fino all’approvazione della riforma. Uno analogo tra l’altro lo hanno già presentato i senatori Fina e Di Girolamo.  L’emendamento, presentato in Commissione bilancio, dovrà essere, licenziato dal Senato entro il 29 luglio.  

E già perché il famoso milleproroghe bis non arriverà entro l’estate. E dei famosi disegni di legge si sono perse le tracce.

Se ne riparlerà, forse, a settembre. Forse.

Tutti i proclami degli ultimi mesi erano aria fritta. Difficile pensare che non possano esserlo anche quelli di oggi.  

“Sono fiducioso che passerà in aula”, ha dichiarato Liris, “la battaglia è con le altre regioni, cinque o sei tribunali di dimensioni minori, che vogliono infilarsi nel percorso di salvaguardia attivato per l’Abruzzo. Ma siamo determinati a portare a casa un risultato positivo”.

“Come governo”, ha ribadito Liris, “stiamo andando avanti nel percorso di stabilizzazione dei tribunali minori abruzzesi, come hanno detto chiaramente sia il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, che il sotto-segretario di Stato per la giustizia, Andrea Delmastro. I tribunali minori saranno messi al riparo dal rischio di smantellamento. Si sta andando avanti nel percorso di definizione degli ultimi provvedimenti per arrivare, nel minor tempo possibile, all’approvazione de! disegno di legge per la riforma della geografia giudiziaria, rallentata dall’intervento di alcune regioni, che chiedendo la stabilizzazione dei loro tribunali minori, come ha fatto l’Abruzzo.”

E anche qui avevano ragione ancora una volta quegli stupidi scettici che adombravano che uno dei nemici dell’operazione “salvataggio” erano proprio i parlamentari rappresentanti altri territori (con i tribunali soppressi) che rivendicavano anche loro il salvataggio dei loro presidi.   

Al coro si aggiunge Marsilio.

“Ambasciatore abruzzese lo sono da tempo, per avere informazioni veritiere sull’iter dei provvedimenti legislativi”, sottolinea soddisfatto “stiamo lavorando silenziosamente e discretamente e presto daremo notizie. Gli impegni presi saranno mantenuti”.

Domanda, ma se ieri non ci fosse stata la riunione sollecitata da Di Pangrazio e il documento del coordinamento che ha dato, diciamo così, la sveglia a tutti quanti cosa sarebbe successo?

Vogliamo essere garbati: si naviga a vista. Ma ci sarebbero interpretazioni anche più pesanti.

Ma tanto riuscite a immaginarle da soli.  

  • Nato nel 1956, studi classici e poi laurea in giurisprudenza, oggi è avvocato nella sua città, patria di Ovidio e Capograssi: Sulmona. Da bambino, al seguito del padre ingegnere, ha vissuto, dall’età di 6 sino ai 12 anni, in Africa, tra Senegal, Congo, Ruanda, Burundi, rimanendo anche coinvolto nelle drammatiche vicende della rivolta del Kivu del 1967. Da pochissimi anni ha iniziato a cimentarsi nell’arte della letteratura e ha già pubblicato tre romanzi: “La Foglia d’autunno”, “L’ombra dell’ultimo manto” e "Virgilia". Quest'ultimo vincitore del premio letterario internazionale Ovidio edizione del 2024. Giornalista pubblicista è anche opinionista del Riformista, di Mondoperaio e del Nuovo Giornale Nazionale e vice direttore de "La Giustizia".

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