Terre Vestine Unite per l’Europa: il Piano Strategico per blindare i fondi UE e lanciare le De.Co.

Nessun comune vince da solo in Europa. È questo il messaggio chiaro e senza fronzoli che apre la lettera indirizzata ai sindaci e alla cittadinanza dell’Area Vestina da Berardo Di Giandomenico, rappresentante di Tartufo Abruzzo Network e promotore di una iniziativa il cui obiettivo è ambizioso ma concreto: dare vita alla Rete Europea del Gusto – Terre Vestine, un’infrastruttura immateriale capace di attrarre investimenti e turismo internazionale di qualità, proteggendo al contempo le micro-filiere locali dal rischio di spopolamento e abbandono.
La tabella di marcia strategica prevede un’azione amministrativa immediata per candidare altri tre comuni del comprensorio all’Associazione Nazionale Città del Tartufo e avviare l’istituzione delle De.Co. (Denominazioni Comunali).

(In foto Berardo Di Giandomenico, promotore dell’iniziativa)

L’integrazione perfetta: De.Co., DOP, IGP e DOC

Un punto cruciale del piano riguarda la tutela del patrimonio agroalimentare: le De.Co. non sono in contrasto con i marchi europei e nazionali già esistenti sul territorio (come il Pecorino di Farindola, l’Olio Apr o i celebri vini Doc locali), ma si integrano con essi.
Mentre le DOP, le IGP e le DOC tutelano produzioni protette da rigidi disciplinari e diffuse su scala più ampia, la De.Co. è un’attestazione di origine strettamente comunale. Serve a blindare le produzioni ultra-locali, le ricette storiche, l’artigianato e le micro-filiere che rischiano di scomparire perché numericamente troppo piccole per accedere ai marchi comunitari. In questo modo, il “Paniere delle Terre Vestine” diventa completo, affiancando ai grandi ambasciatori del territorio i piccoli tesori della tradizione municipale.

La leva dei finanziamenti europei a fondo perduto

Il vero motore del progetto è l’accesso ai fondi comunitari. L’Unione Europea premia esclusivamente i progetti di scala comprensoriale e, attraverso la Rete, l’Area Vestina si candida a intercettare risorse con contributi a fondo perduto fino all’80%. I bandi mirati includono:

  • CSR Abruzzo (Nuova PAC) – Intervento SRD06: Finanziamenti specifici per gli investimenti nelle aziende agricole mirati alla diversificazione (agriturismo, fattorie didattiche e valorizzazione del tartufo).
  • CSR Abruzzo (Nuova PAC) – Intervento SRG07: Fondi per la cooperazione per lo sviluppo rurale e locale, nati appositamente per sostenere i partenariati tra enti pubblici e privati.
  • Bandi dei GAL (Gruppi di Azione Locale): Risorse Leader dedicate alle micro-filiere artigianali e alla creazione di infrastrutture turistiche su piccola scala per i prodotti De.Co. e gli itinerari del tartufo.
  • Fondi FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale): Contributi per la digitalizzazione delle imprese locali, l’e-commerce di distretto e il marketing territoriale internazionale.

La roadmap per i Comuni: la nascita dell’ATS

Per trasformare questa visione in realtà e poter materialmente firmare le domande di finanziamento europeo, i sindaci dell’area sono chiamati a quattro passi amministrativi obbligatori:

  1. Costituzione di un’ATS (Associazione Temporanea di Scopo): Lo strumento giuridico collettivo indispensabile e obbligatorio per partecipare come un unico blocco ai bandi europei e regionali.
  2. Delibera di Consiglio Comunale: Per approvare ufficialmente il Regolamento Comunale per l’istituzione del Registro De.Co.
  3. Istituzione della Commissione di Esperti: Composta da storici locali, agronomi, associazioni e produttori per valutare le candidature dei prodotti.
  4. Delibera della Giunta: L’atto finale per l’iscrizione ufficiale del prodotto o della ricetta nel registro De.Co. comunale, che darà diritto ai produttori locali di utilizzare il relativo logo.

“Siamo davanti a un bivio storico per le nostre aree interne”, dichiara il promotore Berardo Di Giandomenico. “Unire i comuni attraverso uno strumento giuridico chiaro come l’ATS significa dare agli agricoltori, ai ristoratori e ai giovani del posto gli strumenti finanziari europei per non abbandonare la nostra terra”.