È da venerdì ormai che siamo in vacanza, non quella della sede apostolica alla morte del Papa, ma quella delle funzioni di Segretario Generale del comune di Sulmona, in ferie in attesa che si completi e si chiuda il suo incarico presso Palazzo San Francesco.
Nelle more le attività istituzionali del Comune sono nella paralisi in quanto non si può riunire la Giunta e neanche il Consiglio Comunale.
Ma che ce frega direte voi.
Ce frega, ce frega perché di cose urgenti sul tappeto ce ne sono eccome, alcune che riguardano servizi importanti destinati ai bisogni dei cittadini.
Per tutte la convenzione con la Tua che deve subentrare il 30 agosto nel trasporto pubblico urbano.
Per poterla adottare si deve approvare una variazione di bilancio che deve passare per la Giunta, poi per la Commissione Bilancio e poi per il Consiglio Comunale.
Tutta roba che, senza intoppi, tra bizantinismi burocratici, tempi di pubblicazione delle delibere e quant’altro impiegherà non meno di quindici giorni. Se va bene.
Rischiamo a breve di stare senza trasporto pubblico.
E l’undici settembre riaprono le scuole.
Vi risparmiamo la descrizione apocalittica.
Cosa si potrebbe fare per evitare questa catastrofe direte voi?
Non è complicato, basterebbe nominare il Vice Segretario Generale.
Ma il Sindaco tra le uniche due papabili Maurizia Di Massa e Filomena Sorrentino sta ancora sfogliando la margherita.
Ma le cose in qualche modo devono andare avanti.
Anche perché è necessario che la Giunta possa tornare a riunirsi altrimenti non si potrebbe avviare l’iter per la successione della Di Cristofano.
Come è noto per il nuovo incarico di Segretario Generale è stata individuata Franca Colella, che ha già svolto le funzioni a Sulmona, conosce perfettamente le dinamiche della struttura amministrativa di Palazzo San Francesco ed è particolarmente nota in città per la sua preparazione e professionalità.
Una scelta azzeccata che però è tra una sponda e l’altra dell’Acheronte in attesa che il traghettatore con la fascia tricolore cessi di sfogliare margherite.
Se solo smettessero di passargliele non appena ne finisce una.