Alla faccia dei ‘2 di coppe quando la briscola é a bastoni’
Mentre per molti cittadini della regione Abruzzo il tema dei rifiuti continua a essere sinonimo di note dolenti, Teramo traccia una strada in controtendenza che merita un confronto diretto con quanto accade in diverse altre realtà locali.
In numerosi Comuni, infatti, la narrazione secondo cui l’aumento della raccolta differenziata avrebbe portato a un’automatica riduzione delle bollette si è rivelata nei fatti un’illusione: pilotata leggenda metropolitana! Purtroppo, troppo spesso i cittadini si trovano a dover ingoiare un doppio boccone amaro: da un lato tariffe Tari costantemente al rialzo a causa di gestioni grossolane dei bilanci delle società partecipate che gestiscono il servizio di smaltimento, dei rincari di carburante ed energia, dall’altro la presenza sgradita di discariche e impianti sul proprio territorio. A questo quadro si aggiunge la beffa sul piano politico e gestionale, con amministrazioni locali del tutto prive di reale potere decisionale all’interno dei CdA delle società pubbliche o private che gestiscono lo smaltimento, dove la loro voce finisce per contare come un due di coppe quando la briscola è a bastoni.
Il caso del capoluogo teramano mostra invece una dinamica opposta. Le commissioni Ambiente e Bilancio del Comune di Teramo, riunite in seduta congiunta, hanno dato il via libera al nuovo regolamento e al Piano economico finanziario della Tari, che passerà ora all’esame del Consiglio comunale. Il Pef, dal valore complessivo di 12 milioni 504mila 262 euro, riesce a garantire una lieve diminuzione delle tariffe per tutte le utenze rispetto allo scorso anno, assorbendo senza scaricarli sui cittadini gli aumenti dei costi energetici, dei carburanti e dei contratti di settore.
Alla base di questo risultato c’è una combinazione di fattori gestionali ben precisi: una percentuale di raccolta differenziata che ha toccato l’80%, un’azione stringente contro i furbetti dell’abbandono con 25mila euro di sanzioni in soli sei mesi e l’emersione di 130mila euro di evasione tariffaria grazie all’introduzione della tariffa puntuale. A coronamento del piano, viene confermato anche il bonus sociale che garantisce il 25% di sconto automatico sulla Tari per le famiglie in condizioni di fragilità economica.
Come evidenziato dal sindaco Gianguido D’Alberto, in un panorama generale in cui la maggior parte degli enti locali si trova in enorme difficoltà nell’approvare i Pef senza stangare i propri residenti, l’esperienza teramana prova che una gestione virtuosa e con leve decisionale ben salde può realmente convertire gli sforzi dei cittadini sulla differenziata in un risparmio concreto in bolletta.

