Strage di lupi nel Parco, l’ombra del veleno dietro il quattordicesimo cadavere

Un killer silenzioso nell’area protetta, è giallo tra i boschi



Un’altra carcassa di lupo è stata rinvenuta nell’aquilano d’alta quota, a Villetta Barrea, oggi, nel cuore del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Il ritrovamento si aggiunge a una serie di episodi che stanno destando forte preoccupazione tra istituzioni, agricoltori, ambientalisti e cittadini. Con quest’ultimo caso, il numero complessivo delle carcasse di lupo appenninico, recuperate nell’area, sale a 14. L’ultimo esemplare sarebbe in vecchio lupo e, vista l’emergenza, la carcassa sarà presto esaminata. Le prime 5 sono state recuperate all’inizio del mese, a Pescasseroli. La scorsa settimana altre sono state recuperate ad Alfedena.

Secondo le prime ipotesi, non viene esclusa la possibilità di un avvelenamento, una pratica illegale e altamente pericolosa che mette a rischio non solo la fauna selvatica, ma anche animali domestici e, indirettamente, la salute umana. Proprio per chiarire le cause della morte, tutte le carcasse sono state inviate all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale laboratorio di Avezzano, dove verranno effettuati esami approfonditi.

Sulla vicenda sta indagando la Procura della Repubblica di Sulmona, guidata dal procuratore capo Luciano D’Angelo, che ha aperto un fascicolo d’inchiesta, senza trascurare alcuna pista sulle possibili cause della morte.

L’episodio riaccende i riflettori su una problematica già nota nelle aree montane e protette, dove il conflitto tra attività umane e presenza dei grandi predatori può sfociare in azioni illegali. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti l’avvelenamento casuale, anche se sembra siano state trovate numerose esche, non si trascura la pista di un’azione vendicativa contro il Parco o una mossa conseguente al declassamento del lupo, ratificato dal Governo italiano appena lo scorso marzo.