Nei giorni scorsi, nelle sedi istituzionali, si è tornati a parlare di aula studio, biblioteca e spazi culturali a Sulmona.
L’incontro tra il Comitato Biblioteca, l’assessora Cosentino e il consigliere Di Cesare ha riportato la questione nell’agenda pubblica.
È un buon segnale che non deve restare isolato perché da troppo tempo la nostra città è priva di luoghi adeguati per la cultura e lo studio: palazzo Portoghesi, sede storica del Centro Servizi Culturali, è chiuso dal 2017.
Le attività sono state trasferite in una sede di fortuna, nei locali INPS: inadeguata per spazi, accessibilità e funzioni.
La biblioteca storica cittadina è ancora chiusa, bloccata dall’assenza di impianti energetici tradizionali
Ora però il contesto è cambiato.
Con un emendamento al Decreto Cultura 2025, il Governo ha raddoppiato i fondi per biblioteche ed editoria, passando da 24,8 a 54,8 milioni di euro.
Una notizia importante, che riguarda da vicino anche i territori dell’Italia interna, (come il nostro) e la Regione può (e deve) fare la sua parte investendo anche sulla nostra città.
All’inizio dell’anno, la Regione Abruzzo ha stanziato 100.000 euro per la fase di progettazione preliminare dei lavori su palazzo Portoghesi. Un piccolo passo in avanti cui però deve seguire una volontà politica chiara.
Per questo la segreteria cittadina del PD ha chiesto al sindaco Tirabassi, che ha costruito la sua amministrazione sulla promessa della “filiera istituzionale” tra Comune, Regione e Governo, di attivarla davvero, con iniziative concrete, tempi chiari e obiettivi misurabili per
completare il progetto per Palazzo Portoghesi e sbloccare la riapertura della biblioteca storica con gli adeguamenti minimi, a partire dall’attivazione dell’impianto antincendio.
Non è una questione tecnica, ma una questione politica. Sulmona non può essere l’ultima della lista.
Abbiamo le condizioni per fare ciò che serve ma servono scelte chiare e senso di responsabilità.
Creare spazi di studio degni non è solo una risposta a un bisogno concreto. È un investimento su chi vive qui, su chi studia, su chi vuole restare.