Camorra. Il clan Moccia torna in cella in Abruzzo

Maria Trozzi

Roccaraso (L’Aquila) – Sono stati tradotti nel carcere di Sulmona (L’Aquila) Antonio Moccia, ritenuto il reggente dell’organizzazione criminale e suo nipote Gennaro Moccia. I due si trovavano in stato di libertà a Roccaraso, nell’aquilano, località dove risiedevano da settembre 2025 in seguito alla loro scarcerazione. L’operazione è stata condotta dai carabinieri di Castel di Sangro, guidati dal comandante Giuseppe Testa.
​Nel corso della stessa attività, le autorità hanno disposto gli arresti domiciliari ad Alfedena, sempre nell’aquilano, per Giovanni Esposito, imprenditore indicato come attivo al servizio del clan originario di Afragola.

Ad ottobre, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, i militari dell’Arma hanno notificato misure cautelari emesse dal gip nei confronti dei 15 imputati al processo del clan Moccia scarcerati, per decorrenza dei termini di custodia cautelare.
Tra i destinatari delle misure cautelari anche i fratelli Moccia (uno detenuto per altre accuse) che, nel processo -concluso dinanzi alla VII sezione penale del tribunale di Napoli – sono stati condannati con molti altri imputati.
Sempre nel 2025, il Tribunale del Riesame ha rigettato il ricorso avverso la scarcerazione che interessava anche i fratelli Antonio, Luigi e Gennaro Moccia. A diversi imputati, scarcerati, sono state applicate misure cautelari di divieto di dikora e residenza nelle regioni Lazio e Campania.