Villa Santa Lucia degli Abruzzi (L’Aquila) – I fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) finiscono al centro di un esposto-denuncia presentato, ai carabinieri forestali di Castel del Monte (L’Aquila) da Dino Rossi, portavoce del Cospa Abruzzo, Comitato agricoltori e allevatori abruzzesi. Al centro della segnalazione, i lavori di ricostruzione di alcuni muri di contenimento in via Cesare Battisti a Villa Santa Lucia degli Abruzzi (L’Aquila). Un intervento realizzato dal Comune per un importo di circa un milione di euro, ma che secondo l’associazione nasconderebbe gravi irregolarità e un danno al patrimonio storico locale.
Secondo quanto riportato nell’esposto, le opere realizzate – per una presunta messa in sicurezza – avrebbero interessato terreni di proprietà privata per i quali non risulterebbero procedure di esproprio. Rossi contesta la necessità stessa dell’intervento, sostenendo, anche attraverso documentazione fotografica, che i vecchi muri a secco fossero in ottime condizioni. Si tratterebbe di strutture storiche, simboli della tradizione contadina, che sarebbero state demolite per far posto a cemento armato mascherato da una copertura in pietra non locale.
Il Cospa ha evidenziato, nell’esposto, come i lavori abbiano disatteso i rigidi vincoli paesaggistici, ambientali e sismici che tutelano i ‘muri a secco’ in Abruzzo, considerati beni culturali ed etnoantropologici. Il territorio di Villa Santa Lucia degli Abruzzi rientra nel perimetro del Parco nazionale del Gran Sasso d’Italia e Monti della Laga, area in cui vige il divieto assoluto di alterare la forma e i materiali originali di queste architetture spontanee, protette anche dalla Soprintendenza e dal ministero della Cultura. Oltre al danno d’immagine e storico, la denuncia solleva dubbi sulla tenuta stessa dell’opera: a causa dell’utilizzo di tecniche moderne inadatte, si registrerebbero già i primi cedimenti di materiale, con potenziali rischi per l’incolumità pubblica.


