Energia: Feder.casa e Confimprenditori, aumento costi penalizza aziende e famiglie

“Le immagini che arrivano dalla Spagna, ma anche in Francia, con migliaia di persone scese in piazza per difendere il diritto alla casa, non possono lasciarci indifferenti. Anche nel nostro Paese il malcontento è presente e rischia di trasformarsi in un inverno socialmente molto caldo. Il problema della casa, infatti, non può più essere separato da quello dell’energia e del costo della vita.
L’aumento del prezzo del petrolio e del gas rischia di trasformare il riscaldamento invernale in un lusso per troppe famiglie. L’aumento dei costi energetici si ripercuote inevitabilmente sulla benzina e sul gasolio, sul carrello della spesa, sui canoni di locazione e sui mutui”. Lo dichiara Gianluigi Pascoletti, Segretario Generale di Feder.casa, alla vigilia dell’accensione dei riscaldamenti in milioni di abitazioni italiane che pone a rischio le famiglie più fragili, costrette a dover scegliere tra il riscaldamento e i generi di prima necessità. “Serve un cambiamento strutturale della politica energetica del nostro Paese. Una politica che non sia orientata esclusivamente agli interessi delle grandi compagnie, ma che rimetta al centro le esigenze concrete dei cittadini, delle famiglie, degli inquilini e anche dei piccoli proprietari. Dal lato delle imprese Stefano Ruvolo, Presidente Nazionale di Confimprenditori, ribadisce la difficoltà delle aziende di sostenere i processi produttivi e i costi di trasporto, che si scontrano sulle dinamiche dei prezzi al consumo e sul potere di acquisto, sempre più limitato delle famiglie.
I pescatori e gli agricoltori – dichiara Ruvolo – non coprono i costi di produzione e il caro gasolio penalizza la movimentazione delle merci, con dinamiche inflattive sempre meno sostenibili. È arrivato il momento di porre in essere una nuova alleanza sociale che leghi le filiere produttive nazionali e il sistema trasportistico con le famiglie e i consumatori, per spingere il Governo verso una politica energetica che garantisca la tenuta sociale del Paese.
Occorre costruire una forte alleanza sociale, ampia e trasversale – dichiarano congiuntamente Ruvolo e Pascoletti – capace di unire realtà diverse per rivendicare insieme interventi immediati, strutturali e risolutivi”.
Confimprenditori e Feder.casa, annunciano fin d’ora la mobilitazione congiunta dei loro iscritti e il coinvolgimento di altre associazioni di categoria, finalizzate a porre in essere sul territorio tutte le azioni che consentano di essere ascoltati dalla politica perché si risvegli dal suo torpore e cerchi e trovi le opportune soluzioni per salvaguardare potere di acquisto e tenuta sociale per i suoi cittadini e sostenibilità dei costi della filiera produttiva, agricola, della pesca e trasportistica, dal lato delle imprese.