Calcio. Lazio: errare è umano, perseverare è diabolico

E’ stravagante l’insistenza con cui il governatore della Regione Lazio attacca Lotito senatore di FI e presidente della Lazio

I tifosi laziali dovrebbero guardarsi da chi ha provato a strumentalizzare il loro amore sincero per la squadra in nome dell’amore per i metri cubi

Di Monica Macchioni

C’è’ qualcosa di diabolico nell’ ostinazione con cui il governatore Francesco Rocca continua a rilasciare interviste piene di critiche a Lotito che – oltre ad essere il Presidente della Lazio – e’ anche un senatore che sostiene la stessa maggioranza di governo nazionale, il governo Meloni, che sostiene la giunta Rocca alla Regione Lazio. Lotito può risultare non simpatico; può essere fastidiosamente attento agli sprechi, e questo non lo rende certo empatico, può essere caparbio al punto tale da sembrare testone come un mulo. Fin autistico.
Ma una cosa e’ certa: Lotito ha i numeri. In tutta la sua vita non è mai stato un uomo banale, o mediocre, o a libro paga di qualcuno. E’ sempre stato un uomo libero, lontano anni luce dagli ambienti della criminalità organizzata. Non è mai stato mediocre. Ha sempre accettato sfide anche piu’ alte della sua portata, continuando con coerenza un percorso irto di ostacoli, ma caratterizzati da una continua crescita.
Lotito non è una persona comune, ha dei guizzi geniali e una visione di lungo raggio. Chi accusa Lotito di urlare al complotto o è in malafede o e’ completamente cieco. Perché un’altra cosa e’ certa: che se Lotito percepisce la presenza di trame carsiche, non è perché vede complotti inesistenti ovunque, e’ perché quei movimenti ci sono per davvero. E forse anche di più di quelli che riesce a vedere e percepire, considerato che continua a parlare con tutti, anche con persone a lui vicine da anni che sono amici dei suoi nemici. Non soffre di visioni. Non ha le traveggole. Ma e’ bravo nel cogliere per tempo i segnali. Prima di altri. E forse anche per questa sua lungimiranza e’ piaciuto subito al Cavaliere, molto più del fatto di essere il Presidente della Lazio.
In questa vicenda delle contestazioni dei tifosi a Lotito, il governatore Rocca si è gia’ esposto molto, troppo; sicuramente più del dovuto, dato il suo ruolo istituzionale che imporrebbe equilibrio e non lo scagliarsi pubblicamente a più riprese contro Lotito parlando di “le sue baracconate”, e sentenziando che “la fase di Lotito alla Lazio e’ finita” anche perché la S.S. Lazio e’ una società privata quotata in borsa e qualsiasi dichiarazione pubblica soprattuto se viene da una figura istituzionale ne può minare il titolo. E se non ci sono state flessioni in borsa forse e’ per la credibilità che questa squadra ha acquisito sul mercato negli anni, non perché non vi siano stati tentativi di minarla o di sfilarla a Lotito.
Vantarsi sul Corriere della Sera di non parlare da mesi con Lotito non credo che sia un atteggiamento istituzionalmente corretto. E poi non si capisce perché Lotito dovrebbe far perdere voti a Forza Italia mentre Rocca che si schiera apertamente pro Lazio no.
I tifosi hanno tutto il diritto di criticare e insultare Lotito. Lo hanno fatto più volte negli anni anche quando la Lazio vinceva perché il tifo e’ passione, irrazionalità, urla, gioia, vita. E il tifoso giustamente vuole partecipare al mercato, vuole una squadra forte piena dei giocatori migliori su piazza. Ma il tifo calcistico non va confuso col potere o con le lobby perché altrimenti diventa altro. Ecco io credo che molti tifosi della Lazio dovrebbero aprire gli occhi e cercare di capire se qualcuno ha cercato di strumentalizzare il loro tifo che è vero amore
verso la squadra, in nome dell’amore per il mattone.