Biodiversità vestina: l’appello per salvare i frutti dimenticati e i legumi storici del territorio


Se il Fagiolo Tondino è ormai un’eccellenza affermata, fichi, pesche antiche, cicerchie e mela zitella rischiano di scomparire.
Amministratori, agricoltori e cittadini uniti per il rilancio economico e le De.Co.

PENNE (Pescara) – “Sulla scia del successo ottenuto con l’iniziativa per il recupero dei grani antichi, si riaccendono i riflettori sul prezioso patrimonio agroalimentare dell’Area Vestina. Se da un lato il celebre Fagiolo Tondino del Tavo rappresenta ormai un’eccellenza gastronomica riconosciuta e apprezzata, esistono molti altri tesori botanici che rischiano l’estinzione.
Parte così l’appello accorato di Berardo Di Giandomenico, che sta lanciando la Rete europea del gusto in Abruzzo, per riscoprire e proteggere i frutti dimenticati e i legumi storici della nostra terra, trasformando la biodiversità nel motore di una nuova economia sostenibile.
Oltre il Tondino: la mappa dei legumi e dei frutti da salvareIl paniere della biodiversità vestina custodisce varietà uniche, ognuna indissolubilmente legata a specifici comuni dell’area:
I Legumi della tradizione: Accanto al noto Fagiolo Tondino del Tavo – re indiscusso delle valli alluvionali di Penne, Loreto Aprutino, Collecorvino e Cappelle sul Tavo –, l’appello punta a rilanciare colture storiche e ultra-resilienti. Tra queste spiccano la Cicerchia dell’Altopiano e il Cece Pizzuto, tipici delle aree montane e collinari di Civitella Casanova, Farindola, Montebello di Bertona e Carpineto della Nora,
insieme ad altre varietà locali di fagioli e lenti un tempo centrali nella dieta contadina.I Fichi e le Pesche Antiche: Un tempo elementi immancabili nei poderi e lungo la Valle del Tavo, oggi rischiano l’oblio il Fico Reale, il Fico Dottato e le antiche Pesche storiche locali, frutti preziosi per sapore e resistenza che popolavano i confini delle campagne.
Le Mele della memoria: Varietà uniche come la Mela Zitella e la Mela Ruggine (originarie di Penne, Loreto e Pianella), celebri per la loro straordinaria capacità di conservarsi naturalmente per mesi senza bisogno di tecnologie moderne.
L’appello é rivolto alle tre anime del territorio. Il piano di rilancio richiede un’azione sinergica e chiama a raccolta l’intera comunità attraverso tre azioni mirate:Agli Agricoltori (Custodi della Terra): L’invito è a diversificare le colture tornando a piantare queste varietà. Questi prodotti rispondono perfettamente ai cambiamenti climatici e hanno un valore immenso sul mercato del turismo esperienziale.
Agli Amministratori Locali (Istituzioni): Si chiede di fare rete per la nascita della “Rete Europea del Gusto Terre Vestine”, attivando i percorsi per il riconoscimento delle De.Co. (Denominazioni Comunali) e ponendo le basi per futuri marchi IGP o DOP per proteggere il valore economico del territorio.
Ai Cittadini (Consumatori Consapevoli): La richiesta è di cercare attivamente questi prodotti nei mercati locali. Scegliere locale significa finanziare la sopravvivenza della nostra storia e del paesaggio rurale.”Un popolo che non dimentica la propria terra non perde mai la propria identità” conclude l’appello. La sfida per il futuro dell’Area Vestina è aperta: fare squadra per difendere le radici e trasformarle in sviluppo.

Per informazioni e contatti stampa:
Berardo di Giandomenico
Tel 338/2077615