Abruzzo. La riscossa delle aree interne: in arrivo 20 milioni per cambiare il futuro della montagna

L’Abruzzo segna un punto decisivo nella sfida contro lo spopolamento e l’isolamento dei territori montani. Dalla Cabina di regia nazionale a Palazzo Chigi è arrivato il via libera definitivo: sul piatto ci sono quasi 20 milioni di euro destinati a trasformare radicalmente i servizi e le infrastrutture di due zone chiave della regione.
Si tratta di un risultato che premia la progettualità locale, portando risorse fresche che si dividono quasi equamente tra la Piana del Cavaliere – Alto Liri, con 10,1 milioni di euro, e la Valle del Sagittario – Alto Sangro d’Italia, con 9,8 milioni di euro.
Non solo fondi, ma servizi per i cittadini
Non parliamo di semplici stanziamenti sulla carta, ma di interventi che andranno a toccare la quotidianità di chi vive in questi territori. Il piano d’azione è concreto e punta dritto ai bisogni essenziali. In primo luogo la sanità di prossimità, con l’arrivo degli infermieri di comunità e il potenziamento del sistema di emergenza e urgenza. Segue la mobilità, attraverso nuovi sistemi integrati per collegare meglio i centri piccoli e grandi, combattendo l’isolamento fisico. Infine la scuola e il sociale, con interventi massicci sull’edilizia scolastica, servizi per la disabilità e assistenza domiciliare.
La sfida della governance e il ruolo delle Province
Il vicepresidente dell’Unione delle Province d’Italia e presidente della Provincia dell’Aquila, Angelo Caruso, presente al tavolo nazionale insieme all’assessore regionale Mario Quaglieri, ha sottolineato come questo sia solo l’inizio di una fase operativa cruciale.
La vera sfida ora è la messa a terra dei progetti. Per Caruso, le Province devono essere la cerniera tra i piccoli Comuni e i livelli istituzionali più alti. Senza una regia forte, infatti, il rischio è che le risorse non si trasformino in risultati visibili.
Un modello per il futuro
Queste strategie riguardano un totale di 23 comuni e oltre 30 mila abitanti, residenti in zone spesso classificate come periferiche o ultra periferiche. Investire qui significa dare un motivo reale alle famiglie e ai giovani per restare, trasformando la montagna da terra difficile a laboratorio di innovazione sociale e qualità della vita. L’Abruzzo, dunque, si prepara a un 2026 di cantieri e nuovi servizi, dimostrando che la cultura del territorio e la capacità amministrativa possono davvero fare la differenza.