Dalle aule della Consulta alla santità: l’eredità di Giuseppe Capograssi a 70 anni dalla scomparsa


​Esistono uomini capaci di vedere, tra le pieghe di un codice di leggi, la ricerca incessante di Dio. Giuseppe Capograssi è stato uno di questi: un giurista che non si è limitato a interpretare norme, ma ha cercato la verità nell’esperienza quotidiana dell’uomo.
​A settant’anni dalla sua morte, Sulmona si prepara a celebrare non solo un accademico illustre, ma un testimone di fede la cui vita è oggi al centro di un percorso che potrebbe portarlo agli altari. È infatti in corso la fase pre istruttoria per valutare l’introduzione della sua Causa di Canonizzazione.
​Un convegno per riscoprire il passo del santo
Venerdì 24 aprile 2026, alle ore 16:00, l’Auditorium Diocesano San Panfilo di Sulmona diventerà il cuore di questa riflessione con il convegno Giuseppe Capograssi: il grido della giustizia, il passo del santo. L’iniziativa, curata dalla Diocesi di Sulmona-Valva insieme all’Unione Giuristi Cattolici Italiani, riprende un’intuizione di San Paolo VI, che vedeva nell’opera di Capograssi una vera strada di perfezione.
​Sua Eccellenza Monsignor Michele Fusco, Vescovo di Sulmona-Valva, descrive Capograssi come un gigante del pensiero capace di declinare la fede tra le aule universitarie e l’intimità domestica. Il suo passo è quello di chi ascolta il grido di giustizia che sale da ogni creatura.
​Il programma e gli interventi
Il convegno vedrà il confronto tra massimi esperti del settore. La professoressa Maria Gabriella Esposito, dell’Università di Teramo, svelerà nuovi dettagli biografici sulla spiritualità del giurista. Il professor Damiano Nocilla, Presidente Nazionale dell’Unione Giuristi Cattolici Italiani, e il dottor Massimiliano Di Bartolo analizzeranno come la pratica del diritto e quella religiosa fossero per lui una cosa sola. Parteciperanno anche i Padri Rosminiani, ricordando il profondo legame intellettuale tra Capograssi e Antonio Rosmini.
​Chi era Giuseppe Capograssi: l’identikit di un giusto
Nato a Sulmona nel 1889, Capograssi ha segnato il Novecento con un’idea rivoluzionaria: il diritto non è un sistema freddo, ma vita vissuta.
​L’umanesimo del quotidiano
Nonostante il ruolo prestigioso tra i primi giudici della Corte Costituzionale, Capograssi rimase un uomo di una fede semplice e profonda. È la santità della porta accanto, quella di un intellettuale che citava Sant’Agostino per spiegare la sete di verità dell’uomo moderno.
​I pensieri a Giulia
Il volto più umano di questo grande pensatore emerge dalle lettere d’amore scritte alla futura moglie Giulia Ravaglia. In quelle pagine, ogni piccolo gesto diventa una liturgia del quotidiano, dimostrando che la spiritualità non ha bisogno di luoghi isolati per fiorire.
​Una bussola etica
In un tempo spesso confuso, Capograssi ci insegna che la vita è un’attesa del futuro che ha il volto di Dio. Oggi la sua figura torna a parlare a giuristi e credenti come un punto di riferimento morale imprescindibile.
​L’evento è accreditato presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Sulmona per il riconoscimento dei crediti formativi professionali e prevede il rilascio di CFU per gli studenti universitari.