Sforzini(Rn), a gennaio scorso Piano per portare Vannacci a Washington

“Rivelo che già a gennaio esisteva una proposta scritta e strutturata per costruire attorno a Roberto Vannacci un percorso politico internazionale di area conservatrice e liberale, con un cronoprogramma semestrale e obiettivi precisi”. Lo ha dichiarato Luca Sforzini, presidente del Centro studi Rinascimento nazionale. “Nel documento si proponeva una missione a Washington con incontri presso Heritage Foundation, American Enterprise Institute, Hudson Institute e America First Policy Institute, fino all’obiettivo di un incontro con il vicepresidente degli Stati Uniti Jd Vance e con esponenti economici vicini al Partito repubblicano. – ha aggiunto – Non si trattava dunque di suggestioni formulate a posteriori. Prima ancora della nascita di Futuro nazionale era stata messa sul tavolo una possibile traiettoria politica precisa: conservatrice e liberale, inserita nel grande circuito occidentale e in rapporto con il conservatorismo americano. Vannacci ama citare, spesso a sproposito, la mitologia classica, Ulisse e il mondo omerico. Allora prendo in prestito un’immagine da Omero. Per mesi tra noi è accaduto qualcosa di simile alla tela di Penelope: io tessevo di giorno e lui disfaceva di notte, costantemente. Costruivo relazioni, aprivo interlocuzioni, mettevo sul tavolo opportunità politiche e internazionali; poi quella tela veniva disfatta. Il progetto di Washington non fu infatti un episodio isolato. Lo stesso schema si è ripetuto almeno altre 2 volte, con particolare evidenza a maggio e giugno, ancora una volta sul terreno dei rapporti con il mondo statunitense. Non aggiungo altro, per ora, ma gli episodi ci sono e spiegano perché oggi parlo di una tela tessuta e disfatta per mesi. A questo punto non si può più parlare di una singola occasione mancata. È una sequenza politica. Per mesi ho lavorato perché attorno a Vannacci potesse svilupparsi una destra occidentale, conservatrice e liberale del XXI secolo, costruendo rapporti internazionali coerenti con quella prospettiva. Quella proposta prevedeva inoltre un lavoro sull’ internazionalizzazione, sulla geopolitica e sicurezza internazionale, sul Mediterraneo, sulla tutela delle imprese italiane e sulla formazione di una futura classe dirigente. – ha aggiunto Sforzini – Oggi, guardando quella proposta di gennaio e ciò che è accaduto nei mesi successivi, l’immagine che mi sembra descrivere meglio quel periodo resta quella della tela di Penelope: io continuavo a tessere. Lui continuava a disfare – ha concluso – Scegliendo progressivamente con sempre maggior convinzione di rinchiudersi in uno sgabuzzino estremista, para-suprematista e radicalizzato”.