Il Made in Italy non si tocca: scatta la mobilitazione

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Il Coapi invita a scendere in piazza il 7 marzo a Roma per il diritto al cibo e contro il Mercosur

“Il Made in Italy non è più solo un marchio. È un elemento fondante e significativo dell’identità italiana, oltre ad essere la formula per il benessere e la lunga vita, è un patrimonio culturale da difendere. Governo e forze politiche scelgano da che parte stare”. Così, a Rete5, Angelo Distefano, portavoce del Coordinamento agricoltori e pescatori del Coapi che, insieme ad agricoltori, pescatori e artigiani del cibo della Cna (Confederazione nazionale artigiani), rivolge un appello ai cittadini per ritrovarsi, il 7 marzo a piazzale Ostiense a Roma, a sostegno del comparto agricolo per la difesa del diritto al cibo. Alla mobilitazione parteciperanno i rappresentanti di diversi comuni tra cui Vittoria (Ragusa) con la Rete dei Municipi rurali e amministratori da tutta Italia, non mancheranno gli assessori di Pesaro, Roma e di diversi piccoli centri dell’entroterra e delle aree interne. 
Nel 2025 oltre 130 comuni hanno risposto all’appello per la difesa dell’agricoltura con delibere sullo stato di crisi, evidenziando la gravità della situazione. “Vogliamo un’agricoltura e un cibo che non escludano gli agricoltori italiani – ha aggiunto Distefano  – Non basta limitarsi a criticare Ursula von der Leyen e la Commissione Europea. È necessario agire, far sentire la nostra voce e di lottare per la nostra sopravvivenza”. Distefano ha sottolineato che la partecipazione alla mobilitazione nella Capitale d’Italia rappresenterà un segnale chiaro per il futuro del primo settore d’Italia .

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