Al Santuario di San Gabriele quarta edizione del programma “La memoria per il futuro”

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Per il quarto anno consecutivo l’Istituto Comprensivo Isola del Gran Sasso – Colledara (Grue Castelli) ha realizzato il progetto educativo pluriennale “La memoria per il futuro”, di cui l’evento “Noi siamo il Mondo. Noi siamo i bambini” rappresenta uno dei momenti centrali, svoltosi il 25 febbraio presso la Sala Museo Stauros del Santuario di San Gabriele.

Un appuntamento ormai divenuto parte integrante dell’identità della scuola: non una semplice manifestazione, ma un percorso didattico strutturato che, ogni anno, accompagna gli studenti alla riflessione sui diritti dell’infanzia, sulla pace e sul valore della dignità umana.

Determinante l’ospitalità del rettore del Santuario, padre Raffaele, insieme a padre Vincenzo, che ha accolto la comunità scolastica in uno spazio simbolico e partecipato, alla presenza numerosa delle famiglie degli alunni, coinvolte emotivamente e attivamente nell’ascolto dei lavori dei ragazzi.

All’iniziativa hanno preso parte anche le istituzioni del territorio: i rappresentanti dell’Amministrazione comunale di Isola del Gran Sasso d’Italia, in particolare l’assessore all’Istruzione Paola Di Luca, il viceprefetto di Teramo Federico Malavisi e il maresciallo dei Carabinieri della Stazione di Isola del Gran Sasso d’Italia Francesco De Dominicis, la cui presenza ha sottolineato il valore civico e formativo dell’evento. In apertura la vicepreside Giuliana Marrone ha portato i saluti istituzionali e ha dato lettura di una lettera della dirigente scolastica Giovanna Falconi.

La conduzione è stata affidata alla giornalista e scrittrice Lisa Di Giovanni, mentre particolarmente rilevanti sono state le testimonianze portate dalla dott.ssa Simona Fernandez, direttrice dell’Associazione Salam, e dagli ospiti intervenuti. Sono state inoltre citate l’Associazione Kerigma e la Diplomacy House di Roma, realtà rappresentata da Abdullah Abdulhaser.

La scuola ha avuto inoltre due veri ospiti d’onore: Sergio D’Ascenzo e Abdullah Abdulhaser, le cui parole hanno dato concretezza ai temi affrontati, offrendo agli studenti racconti diretti di realtà segnate dalla guerra, dalle migrazioni e dalla negazione dei diritti.

Durante la mattinata si sono susseguiti letture, drammatizzazioni e riflessioni preparate dagli alunni: dalla “Crociata dei bambini” all’“Albero dei diritti”, fino ai testi dedicati all’infanzia negata e ai momenti conclusivi di “Sogni e speranza”.

Il progetto ha messo in evidenza la dimensione autentica della scuola come comunità educante: studenti non spettatori, ma protagonisti consapevoli.

La direzione artistica dell’intero progetto è stata affidata alla prof.ssa Agostina Ponzetti. Un sentito ringraziamento va ai professori Federica Bonolis e Giacomo Sfrattoni e ai docenti che hanno seguito la preparazione del percorso didattico: Carola Campanelli, Marco Carbone, Orietta Caucci, Marina De Carolis, Vittorio Di Cesare, Emiliana Di Sabatino, Lisa Di Stefano, Rosita Giancola, Gianluca Natanni, Tania Persia, Agostina Ponzetti e Nadia Rastelli, e soprattutto agli alunni. I ragazzi si sono impegnati con serietà, studio e partecipazione, preparando letture e interventi con grande responsabilità e maturità, dimostrando quanto la riflessione sui diritti possa essere compresa e interiorizzata anche in giovane età.

L’iniziativa ha confermato, ancora una volta, che educare non significa soltanto insegnare contenuti, ma formare coscienze.
In questo progetto gli studenti hanno dimostrato di aver compreso il messaggio più importante: i diritti dei bambini non sono un tema lontano, ma una responsabilità presente, che riguarda tutti.

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