Secoli dopo, Raffaello bussa ancora alle porte dell’Aquila

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Sono trascorsi 400 anni dall’ultima volta. Quattro secoli fa, l’opera di Raffaello Sanzio conquistò L’Aquila. E stiamo per assistere ad una nuova conquista, parlando de ‘La Visitazione’ di (1516-1517) realizzata a Roma, in pieno Rinascimento e commissionata dal protonotario apostolico e orafo aquilano Giovanni Battista Branconio per la cappella di famiglia, dedicata a San Silvestro, nella chiesa di San Silvestro all’Aquila. È un dono personale di Branconio per suo padre Marino, creato in un contesto di stretto legame tra il pittore urbinate e il suo committente, figura di spicco nella corte papale.
Ecco perché l’opera torna all’Aquila. A giugno prossimo, l’arte di Raffaello Sanzio trasformerà la Capitale della Cultura 2026 in un teatro di storia e bellezza. “Il ritorno dell’opera ha un valore storico, artistico e sentimentale che non ha pari per la nostra terra”. Così Pierluigi Biondi, sindaco dell’Aquila, già affascinato dal capolavoro, realizzato per la chiesa di San Silvestro e oggi custodito al Museo del Prado. Il rientro all’Aquila é possibile grazie alla collaborazione tra Comune, Museo nazionale d’Abruzzo, Ambasciata di Spagna e Diocesi di Pistoia.
La mostra ‘La Visitazione all’Aquila. Raffaello e Pontormo’ porterà il pubblico a incontrare il genio urbinate e il colore intenso di Pontormo in un dialogo unico, allestita nel suggestivo Castello cinquecentesco.

Ogni dettaglio dell’opera racconta una storia di fede, armonia e maestria, e il ritorno nella città amata da papa Celestino V non è solo un’esposizione, ma rappresenta l’abbraccio tra arte e memoria, un ponte che unisce passato e presente e restituisce alla città un frammento della sua anima rinascimentale.

Maria Trozzi

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