Cantine Di Camillo, storia e araldica e gusto monumentale

Ultimi articoli

Le realtà più grandi crescono, senza far rumore. Tra le colline, l’Abruzzo vanta una Cantina la cui storia e araldica, in particolare, possono competere con le più antiche cantine monumentali di Oporto, in Portogallo. Parliamo delle ‘Cantine Di Camillo’, realtà che affonda le sue radici nel 1887. Quell’anno, alla Scala di Milano si rappresenta la prima dell’Otello di Giuseppe Verdi, Francesco Crispi diventa presidente del consiglio, a Dogali in Eritrea, si combatte l’epica battaglia coloniale e si rinnova la Triplice Alleanza. In una Italia fortemente rurale nasceva una cantina che, 150 anni dopo, esporta in 30 Paesi del mondo. Una struttura che resiste alle insidie di oltre un secolo non può crescere solo per buona sorte. La storia delle Cantine Di Camillo istruisce al rispetto dei saperi, spinge a riconsiderare la tenacia nel perseguire il lavoro, spesso oggi dimenticato, di tanto sacrificio e pochi risultati e stimola a credere nei sogni. Due secoli fa, si realizzava il sogno di una famiglia abruzzese che ha saputo conquistare i migliori palati con i suoi aromi. Un sorso di vino, un assaggio di storia che può parlare al cuore suscitando emozioni sopite, mai dimenticate.

  • Giornalista d’inchiesta di origine abruzzese. Autrice del libro ‘Il sentiero delle signore’, inchiesta su un grave fatto di cronaca del 1997 avvenuto sul monte Morrone. In trincea per i diritti delle donne e per la tutela ragionevole dell’Ambiente. Tra i suoi reportage, quello sulla discarica dei veleni di ‘Bussi officine’ è stato in parte acquisito nella relazione finale della Commissione bicamerale d’inchiesta per le problematiche ambientali del sito. Vincitrice del premio internazionale Flora 2023, impegnata anche nella difesa dei diritti del mondo carcerario, lavora presso l’agenzia di stampa LaPresse.

    Visualizza tutti gli articoli

Altri post

Gli Italiani non sono Romani

In una città come Sulmona il modo in cui si usano le parole non è secondario: è decisivo.Per questo il ruolo di un giornalista è