L’intervista rilasciata dalla vicepresidente del Consiglio Marianna Scoccia dovrebbe essere diffusa tra tutti gli elettori perché rappresenta, meglio di qualunque altra cosa, l’insipienza e il basso livello della politica nostrana e di quelli che la rappresentano.
Il titolo della sua intervista potrebbe essere:” Vuoto pneumatico”.
Di fronte al tema più decisivo per lo sviluppo dell’Abruzzo, il collegamento Pescara- Roma,la Scoccia manifesta una tale profonda ignoranza dell’argomento che la obbliga a farfugliare risposte preconfezionate e una sistematica fuga dalle responsabilità.
A lei andava chiesto subito a schiena dritta : se,nel suo doppio mandato regionale, ci sia traccia di una sua qualunque iniziativa -anche modesta -sul tema ( ovviamente la risposta è NO).
Sul problema, definire “balbettante” le risposte date è un eufemismo e davanti a questa Caporetto infrastrutturale, le argomentazioni della vice Presidents lasciano sbigottiti per la loro disarmante vaghezza:
*”è più utile guardare avanti che tornare indietro”
*”dobbiamo far sentire la nostra voce”
La palude del “Tavolo Permanente”: Il culmine del vuoto programmatico si raggiunge quando, alla richiesta di idee e iniziative future e concrete, viene rispolverato il più classico dei cliché della prima Repubblica: “aprire un tavolo permanente di confronto”.
È la confessione di chi non ha una linea: quando la politica non sa cosa fare, o vuole prendere tempo per diluire le responsabilità, istituisce un “tavolo”.
Parole come “strategica”, “cronoprogramma” e “valorizzazione” vengono ripetute come mantra religiosi, ma sono del tutto svuotate di contenuti reali.
Questa intervista certifica una drammatica distanza tra la complessità dei problemi reali dell’Abruzzo e la disarmante superficialità di chi dovrebbe governarli.
È triste e crudo dirlo ma non si vede all’orizzonte chi possa colmare questa distanza e men che meno l’intervistata.
