Fauna selvatica investita su strade aquilane 2026

Strage di fauna selvatica sulle strade d’Abruzzo, la denuncia del Cospa

Maria Trozzi

“È un vero e proprio bollettino di guerra sulle strade, come la statale 17 e la 153, dove la fauna selvatica viene investita quotidianamente”. Lo ha detto Dino Rossi, presidente del Cospa Abruzzo (Comitato spontaneo allevatori e agricoltori abruzzesi), lanciando l’allarme sui territori di Navelli e Ofena, nell’aquilano, pur precisando che il problema è ormai generalizzato e fortemente sentito in tutte le arterie viarie delle aree interne della regione.
Nelle ultime 24 ore il bilancio si è rivelato drammatico, con quattro cinghiali e un capriolo investiti e uccisi. Oltre alla strage di animali, a preoccupare seriamente è la sicurezza degli automobilisti: le carcasse vengono infatti spesso abbandonate ai margini della carreggiata, trasformandosi in pericolose esche per i predatori. Come segnalato da Rossi, un cinghiale già investito è stato successivamente spostato dai predatori e trascinato di nuovo al centro della strada, rischiando di provocare ulteriori impatti e creando un serio e costante pericolo per tutti i veicoli in transito. Un altro episodio recente ha riguardato l’investimento notturno di una femmina di cervo con i cuccioli sulla strada che porta a Collepietro, a testimonianza di come i fitti passaggi di ungulati nella zona – spesso in movimento per cercare acqua o per sfuggire ai lupi – aumentino esponenzialmente il rischio di incidenti.
L’emergenza, tuttavia, non si limita alla viabilità ma sta letteralmente mettendo in ginocchio il settore primario. La presenza incontrollata di fauna selvatica crea danni devastanti in agricoltura: tra cinghiali e cervi si fa ormai man bassa di cibo nei campi coltivati. La situazione è diventata insostenibile per gli operatori del comparto, che si trovano nella paradossale condizione di lavorare per sfamare gli animali selvatici piuttosto che per produrre risorse destinate al consumo umano.
Il presidente del Cospa ha puntato il dito direttamente contro le associazioni ambientaliste e animaliste che in passato si sono opposte alla caccia di selezione per i cervi nella provincia dell’Aquila. Secondo l’allevatore, il blocco degli abbattimenti mirati ha portato a un numero eccessivo di esemplari che finiscono per essere travolti sulle strade statali e provinciali. “Questo succede grazie agli animalisti che non hanno voluto far fare gli abbattimenti di alcuni cervi, preferendo una morte atroce sulle strade di questi esemplari”, ha concluso Rossi, osservando con amarezza che “in questo periodo la caccia sarebbe chiusa, ma per le auto la caccia è sempre aperta”.