Villa Santa Luci La politica nei comuni con una popolazione ridotta risponde spesso a dinamiche particolari, dove il confine tra il servizio alla comunità e lo scontro personale rischia di assottigliarsi. Un caso emblematico è quello che si sta delineando a Villa Santa Lucia degli Abruzzi (L’Aquila), in vista delle prossime elezioni amministrative. La decisione dell’amministrazione uscente di presentare due liste parallele ha sollevato non pochi interrogativi sulla reale natura di questa mossa politica, che a molti è apparsa come un tentativo strategico di frammentare il voto per ostacolare la lista di opposizione guidata da Dino Rossi. In un comune che conta appena duecentoquattro votanti, dei quali tre quarti sono residenti all’estero riducendo la popolazione effettiva a una cinquantina di abitanti, salta all’occhio come all’interno delle liste concorrenti figuri una sola persona effettivamente residente in paese. Questa situazione evoca lo scenario in cui i residenti si trovano a essere amministrati da persone che vivono fuori dal territorio, una dinamica che assomiglia a quella degli animalisti che vogliono gestire gli animali degli altri. Dino Rossi, la cui candidatura nasce dal supporto e dalla collaborazione con le forze dell’ordine, è una figura che nel corso degli anni non si è mai tirata indietro quando la comunità ha avuto bisogno di un aiuto concreto. In un contesto in cui il sindaco attuale risulta residente a L’Aquila ormai da tempo, la presenza sul territorio diventa un valore fondamentale. La memoria torna inevitabilmente ai momenti di emergenza, come la storica nevicata di Rigopiano, quando Rossi intervenne in prima persona per portare un gruppo elettrogeno a Villa Santa Lucia degli Abruzzi, rimasta isolata e senza corrente elettrica. Un’azione scaturita da una richiesta diretta del viceprefetto Rinaldo, che si era rivolto a lui per superare un momento di stasi istituzionale. Allo stesso modo, l’episodio del cinghiale che aggirava pericolosamente le abitazioni nella frazione di Carrufo e che richiedeva un intervento tempestivo, ha visto Rossi attivarsi direttamente con la forestale per risolvere una situazione che l’amministrazione non riusciva a gestire. Quando la gestione della quotidianità e dei piccoli problemi presenta delle criticità, l’emergere di candidature alternative dovrebbe essere visto come un sano esercizio democratico. Al contrario, la nascita improvvisa di due liste contrapposte alla sua induce a una riflessione più profonda sull’opportunità di una tale mobilitazione di forze rispetto alla reale tutela delle esigenze di chi vive quotidianamente il borgo.
