Sforzini: Vannacci non è fascista, liberi Futuro nazionale dalle ‘cornacchie nere’

Indagine Procura militare e legge Scelba

«Ribadisco con forza che il leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci non è un fascista e considero un principio elementare dello Stato di diritto distinguere un esposto, degli accertamenti preliminari e una responsabilità accertata. Proprio per questo, però, oggi non è più possibile liquidare come folklore il problema politico che come Centro Studi Rinascimento Nazionale denunciamo con grandissima preoccupazione da settimane». Lo dichiara Luca Sforzini, Presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale.

«Quando saluti romani, nostalgie del Ventennio, e posizioni incompatibili con la Costituzione italiana finiscono per costruire intorno a Futuro Nazionale un’immagine tale da portare persino la magistratura a occuparsene, significa che il problema politico esiste, indipendentemente da quello giudiziario.

Vannacci, che in quanto generale ha giurato fedeltà alla nostra Costituzione, non è sicuramente un fascista e anche il candidato che ha scelto per Milano, Carmelo Burgio, dichiaratamente anti fascista, lo dimostra. Oggi Vannacci ha l’occasione di fare ciò che noi chiediamo da tempo: separare nettamente Futuro Nazionale dalle cornacchie nere e costruire una destra del XXI secolo, orgogliosamente patriottica, occidentale e costituzionale. Il Ventennio appartiene alla storia. Il futuro non può essere lasciato in ostaggio di chi continua a guardare indietro, compromettendo l’esistenza stessa di questo partito che tanto potrebbe dare all’Italia in termini di idee ed energie nuove.
Non sarà certo una Procura a decidere quale debba essere l’identità politica di Futuro Nazionale. Deve deciderlo Futuro Nazionale. E deve farlo adesso. Eliminando le ambiguità, i cattivi consiglieri, e le macchiette. Prima che sia troppo tardi.»

Castello Sforzini di Castellar Ponzano, 3 settembre 2026