Dal culto della dea madre alla Trinità Peligna
Esiste un caso politico unico in Abruzzo, un allineamento astrale che ha portato a schierare, per le aree interne, una rappresentanza tutta al femminile tra i banchi della maggioranza in Consiglio regionale. Protagonista il femmineo della Valle Peligna. Maria Assunta Rossi, Marianna Scoccia e Antonietta La Porta rappresentano un asse di potere senza precedenti per il comprensorio. Eppure, nonostante questa eccezionale presenza politica, lo sviluppo economico sembra ancora un miraggio per un territorio che attende risposte concrete da troppo tempo.
Non si tratta di fare miracoli, ma è innegabile che da 3 figure di tale caratura ci si aspetti molto più della semplice presenza istituzionale. Se queste 3 donne sono riuscite a conquistare il proprio spazio nel cuore del potere regionale, superando le asperità di una politica spesso chiusa, è perché possiedono la stoffa e il talento necessari per incidere. Non occupano quegli scranni per caso: sono lì perché hanno dimostrato di avere visione e forza, qualità che oggi devono essere messe interamente a servizio di una terra ferita.
Il panorama aquilano che si staglia da Sulmona a Pratola Peligna, passando per Raiano e i borghi che presidiano la montagna sacra a papa Celestino V, la montagna madre Maiella e i territori Subequano e del Sagittario racconta però una storia diversa dai successi elettorali. I dati sulla disoccupazione e sullo spopolamento sono ferite aperte: un’emorragia di giovani e competenze che non accenna a fermarsi, alimentata da crisi industriali irrisolte e da un isolamento infrastrutturale che penalizza l’intero bacino. La presenza di una rappresentanza così massiccia nelle fila della maggioranza non può restare un mero dato statistico.
C’è un pizzico di orgoglio in questo traguardo, una vittoria per l’intero territorio che vede le sue figlie più intraprendenti sedere nei palazzi del potere. Le loro storie sono fonte d’ispirazione e dimostrano che la Valle Peligna è capace di generare leadership di alto profilo. Tuttavia, la sofferenza che si respira nelle strade è palpabile e richiede un’azione urgente. Le saracinesche chiuse e le difficoltà economiche che stringono in una morsa le famiglie sono realtà che non possono essere ignorate.
Le tre consigliere, forti del loro talento e del loro potere, hanno l’opportunità di canalizzare questa forza e trasformarla in un catalizzatore di cambiamento positivo. La rinascita della Valle Peligna passa per una visione coraggiosa che sappia finalmente unire tutto il territorio, superando i vecchi campanilismi. Servono progetti strutturali, finanziamenti mirati e una strategia che rilanci l’area industriale e il turismo montano in modo integrato.
La stoffa c’è, il potere anche: ora è il momento di dimostrare che questa forza politica sa trasformarsi in fatti. La rappresentanza peligna ha l’occasione storica di compiere l’opera più attesa: trasformare la speranza dei cittadini in una nuova stagione di dignità e lavoro, dimostrando che il loro talento può fare la differenza tra il declino e la rinascita definitiva di questo comprensorio.
