Roma: ‘The Young Hope’, il punto con Annalisa Chirico

Roma. Si è aperta oggi nella cornice di Palazzo Wedekind a Roma l’ottava edizione di “The Young Hope”, la scuola di alta formazione politica e di dibattito pubblico fondata da Annalisa Chirico. La kermesse ha visto alternarsi sul palco esponenti del Governo, manager e rappresentanti del mondo economico per fare il punto su transizione energetica, innovazione tecnologica, intelligenza artificiale e scenari geopolitici globali.
Al centro dei lavori vi è il posizionamento competitivo del Paese e il supporto al tessuto produttivo nazionale. “Finalità di supportare le imprese italiane nel mercato statunitense. Consapevoli di una partita che si stava svolgendo da mesi in quel mercato”. Lo ha detto, intervenendo alla giornata di studi, in corso a Palazzo Wedekind, il direttore strategie di business e innovazione sostenibile Simest, Marco Cantalamessa.
Sulle sfide macroeconomiche e industriali si è concentrato l’intervento del settore privato. “Non facciamo previsioni, ma facciamo scenari. Sicuro ci sono fattori di rischio, il primo è la postura internazionale degli Stati Uniti. Questo rischia di diventare un freno, così come i costi di produzione. Le imprese italiane sono molto vulnerabili rispetto ai costi dell’energia. Le imprese italiane pagano il trenta percento in più rispetto alla media europea. In più c’è la pressione competitiva cinese”. Lo ha dichiarato, nel corso della manifestazione, il senior manager external affairs Philip Morris Italia, Gian Marco Milardi.
Ampio spazio è stato dedicato ai progressi digitali e all’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). “Mi piace fare riferimento alle statistiche. La Corte dei Conti ha detto che abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi del Pnrr. Abbiamo le classifiche europee: il sistema dialoga con la pubblica amministrazione. Abbiamo esportato a livello europeo questi concetti”. Lo ha sottolineato il sottosegretario di Stato con delega all’innovazione, Alessio Butti che si è soffermato anche sui rapporti transatlantici e sulle prospettive tecnologiche avanzate: “Siamo stati ricevuti al Pentagono e alla Casa Bianca. Insieme abbiamo affrontato alcuni temi che per noi sono fondamentali e poi li abbiamo ripresi con l’ambasciatore che è il numero uno della digitalizzazione nell’amministrazione Trump. Missione estremamente interessante. Gli Stati Uniti hanno ascoltato una serie di proposte anche del governo italiano. Ci sono dei seguiti importanti anche perché i team sono già al lavoro. Il Sesto Gì nasce con la intelligenza artificiale integrata”.
Sul fronte della ricerca avanzata, Butti ha aggiunto: “Nella materia del Quantum l’Italia è all’avanguardia. Abbiamo deciso di garantire gratuitamente per l’università e per gli studenti”.
Particolare attenzione è stata rivolta al tema infrastrutturale dei centri dati e alla sostenibilità energetica. “In Calabria stanno facendo una legge per i Data Center, in Lombardia c’è già. Presente la preoccupazione a livello locale di eccessivo consumo del suolo”, ha osservato il rappresentante dell’Esecutivo, aggiungendo che: “I Data Center usati per Netflix non consumano tantissima energia e non rientrano nella strategia elaborata. Con Pichetto Fratin e Urso c’è la necessità di mettere insieme un calcolo computazionale ed energia. Prima i data center occupavano un campo da calcio e avevamo una tecnologia un po’ antiquata: oggi le cose sono cambiate. Bisogna fare in modo che ci sia la sostenibilità energetica”.
Nel corso del suo intervento, il sottosegretario ha toccato anche i temi etici legati alle nuove tecnologie e al quadro politico: “L’intelligenza artificiale agentiva è diversa da quella generativa. Vorremmo ci fosse un accordo internazionale globale individuale”. E ancora: “Il Quantum è già una cosa straordinaria. Per l’Italia e l’Europa può essere realizzato con la matematica e i matematici: al mondo la metà sono europei e la metà della metà sono italiani”.
In chiusura, un passaggio di natura politica e di tutela istituzionale: “No all’uso dell’intelligenza artificiale contro gli avversari politici. Il partito di cui faccio parte già usa questa etica nella comunicazione, quindi non necessita di questo richiamo. In fase di preparazione della campagna elettorale ribadirlo può essere sicuramente utile. Siamo rimasti dispiaciuti per quello che è accaduto a Meloni e Siracusano. Abbiamo inserito un articolo che all’epoca fece discutere. L’articolo della legge centotrentadue è il ventisei: pena detentiva da uno a cinque anni per tutti coloro che alterano audio o video a scapito della persona”. Commentando infine la recente attualità elettorale, Butti ha concluso: “Commento sul risultato in Calabria: il candidato del centrodestra ha vinto. Ho vissuto l’aria elettorale negli ultimi giorni. Vannacci ha giocato tutte le sue carte su questo risultato. Il centrodestra ha conseguito un risultato straordinario, nonostante il candidato fosse forte e ben accreditato. La motrice di questo governo anche questa volta ha retto”.