Nardella e Merola (Cnpp-Spp), ok per rinforzi all’Ipm dell’Aquila, ma occorre stabilità

Non tutti i mali vengono per nuocere per i segretari nazionali Mauro Nardella e Giuseppe Merola, del Coordinamento nazionale di Polizia penitenziaria (Cnpp-Spp) che riferendosi all’Istituto di pena minorile dell’Aquila, hanno sollecitato ed ottenuto dal Dipartimento e dal ministero della Giustizia, l’arrivo dei rinforzi. “Il fatto che siano stati inviati immediatamente i rinforzi non può che farci piacere anche perché dimostra che ciò che abbiamo da subito sostenuto, in merito alla riapertura del presidio penitenziario minorile programmata ma con carenza di personale e organico di Polizia, non si va da nessuna parte – hanno spiegato i due dirigenti sindacali – Riconosciamo in ciò che è stato immediatamente fatto dal Dipartimento per la Giustizia minorile la giusta attribuzione di attenzione che si doveva dare all’evento. Bene quindi l’intervento adottato, ma attenzione, lo stesso va cristallizzato con politiche definitive fatte di assegnazioni non temporanee, ma stanziali. Inviare organici solo per tamponare falle altro non rappresenta che il più classico dei pannicelli caldi”. Per i due dirigenti vanno riviste molte cose nell’ambito degli arruolamenti e delle successive assegnazioni, ad iniziare dall’insistere nell’opera di ulteriori e più cospicue nuove assunzioni. Secondo i sindacati non si può non agire nel rendere ermetiche le piante organiche facenti capo alle specializzazioni quali Gruppo operativo mobile, Nucleo investigativo regionale, Nucleo investigativo centrale, Gruppo intervento operativo e Gruppo intervento rapido. Attingere dal gruppo degli assegnati ai vari istituti penitenziari, quelli che poi vengono destinati alle specializzazioni, è ritenuto del tutto sbagliato. I rappresentanti della Polizia penitenziaria hanno citato l’esempio del carcere di Vasto (Chieti), dove delle 17 unità assegnate solo 8 hanno raggiunto la sede, mentre gli altri sono stati inviati a prestare servizio in ambiti diversi, estendendo la critica a realtà come Sulmona (L’Aquila), Pescara e Teramo. “L’amministrazione deve ragionare di più su quello che fa perché poi a pagarne le spese sono sempre e solo i soliti noti – hanno concluso – Tornando all’Istituto di pena minorile de L’Aquila, l’auspicio è che oltre ad accettare il nostro invito a rendere forte l’organico si accetti anche quello riferito alle politiche di potenziamento logistico-strutturale e soprattutto sociologico. Tenere impegnati i ragazzi in attività socializzanti, in ambienti ben strutturati, crediamo sia importante ai fini della loro rieducazione e conseguente riduzione degli eventi critici. Noi non siamo contro le aperture di nuovi presidii. Noi siamo contro chi crede di poterlo fare senza offrire giusti strumenti. Ben venga la permanenza dell’Ipm all’Aquila, ma stando attenti a non sottovalutare nulla, fosse finanche in sede di consesso comunale”.

“È proprio vero, non tutti i mali vengono per nuocere”. Lo hanno dichiarato i segretari nazionali Mauro Nardella e Giuseppe Merola, del Coordinamento nazionale di Polizia penitenziaria (Cnpp-Spp) che riferendosi all’Istituto di pena minorile d’Italia hanno sollecitato l’arrivo dei rinforzi per l’organico. “Il fatto che siano stati inviati immediatamente i rinforzi non può che farci piacere anche perché dimostra che ciò che abbiamo da subito sostenuto, in merito alla riapertura del presidio penitenziario minorile programmata ma con carenza di personale e organico di Polizia, non si va da nessuna parte – hanno spiegato i due dirigenti sindacali – Riconosciamo in ciò che è stato immediatamente fatto dal Dipartimento per la Giustizia minorile la giusta attribuzione di attenzione che si doveva dare all’evento. Bene quindi l’intervento adottato, ma attenzione, lo stesso va cristallizzato con politiche definitive fatte di assegnazioni non temporanee, ma stanziali. Inviare organici solo per tamponare falle altro non rappresenta che il più classico dei pannicelli caldi”. Per i due dirigenti vanno riviste molte cose nell’ambito degli arruolamenti e delle successive assegnazioni, ad iniziare dall’insistere nell’opera di ulteriori e più cospicue nuove assunzioni. Secondo i sindacati non si può non agire nel rendere ermetiche le piante organiche facenti capo alle specializzazioni quali Gruppo operativo mobile, Nucleo investigativo regionale, Nucleo investigativo centrale, Gruppo intervento operativo e Gruppo intervento rapido. Attingere dal gruppo degli assegnati ai vari istituti penitenziari, quelli che poi vengono destinati alle specializzazioni, è ritenuto del tutto sbagliato. I rappresentanti della Polizia penitenziaria hanno citato l’esempio del carcere di Vasto (Chieti), dove delle 17 unità assegnate solo 8 hanno raggiunto la sede, mentre gli altri sono stati inviati a prestare servizio in ambiti diversi, estendendo la critica a realtà come Sulmona (L’Aquila), Pescara e Teramo. “L’amministrazione deve ragionare di più su quello che fa perché poi a pagarne le spese sono sempre e solo i soliti noti – hanno concluso – Tornando all’Istituto di pena minorile de L’Aquila, l’auspicio è che oltre ad accettare il nostro invito a rendere forte l’organico si accetti anche quello riferito alle politiche di potenziamento logistico-strutturale e soprattutto sociologico. Tenere impegnati i ragazzi in attività socializzanti, in ambienti ben strutturati, crediamo sia importante ai fini della loro rieducazione e conseguente riduzione degli eventi critici. Noi non siamo contro le aperture di nuovi presidii. Noi siamo contro chi crede di poterlo fare senza offrire giusti strumenti. Ben venga la permanenza dell’Ipm all’Aquila, ma stando attenti a non sottovalutare nulla, fosse finanche in sede di consesso comunale”.