Tempo fa Gerosok, Amministratore Delegato della holding SII – Società a Irresponsabilità Illimitata- ci annunciò, piagnucolando, che non avrebbe più fatto politica, perché questa attività aveva procurato troppe sofferenze a lui e alla sua famiglia.
Credo che non ci sia stato nessuno che gli abbia creduto (è una carta già conosciuta!).
Infatti, alle scorse elezioni si è buttato anima e corpo nella mischia, dove si è espresso al meglio nelle sue tradizionali specialità: intrighi, promesse, trame e quant’altro.
I numeri gli hanno dato ragione e quindi si è sentito pienamente autorizzato a occuparsi in prima persona delle faccende comunali.
Non ha titolo alcuno per farlo, ma purtroppo gli viene consentito, anche se al limite del doveroso rispetto delle Istituzioni e del senso morale della politica vera.
Sì, ma di quella vera, lontana mille chilometri da lui.
Il politico vero è colui che si mette a disposizione della propria collettività per curarne il benessere e lo sviluppo.
Gerosolimo, negli ultimi decenni — quelli che coincidono esattamente con il declino continuo della nostra area — è stato direttamente o indirettamente ai vertici del potere.
Non c’è assolutamente nulla che possa essere ascritto al suo impegno (si fa per dire) politico — anche questo, si fa per dire — a favore della sua comunità.
Non un progetto, non un posto di lavoro, non una proposta di sviluppo: niente di niente.
Ha speso tutte le energie solo per far cadere le amministrazioni che non gli erano simpatiche, alla testa delle sue truppe all’assalto ( succube e deboli di fronte ai suoi diktat) di questo o quel personaggio.
Tra le sue pesanti responsabilità spicca quella di aver affossato un importante progetto, finanziato totalmente dalla Regione con 12 milioni di euro, che avrebbe da solo potuto risollevare le sorti di questa dannata valle.
Tutto questo ha fatto germinare tra le nostre comunità un duplice stato d’animo: rassegnazione e depressione. Un sentimento che, unito alla tendenza lassista che da sempre aleggia da queste parti, ha determinato un autentico collasso.
Tempo fa l’ho esortato ad avere il coraggio di caricarsi la responsabilità di tutto questo e, nello stesso tempo, operare per portare avanti un progetto concreto e credibile a favore di chi gli ha consegnato il potere.
È passato qualche tempo e devo confessare che pensavo che qualcosa sarebbe successo.
Mi sbagliavo.
In questi giorni il nostro ha rimesso in moto la sua macchina malefica e sta armeggiando per sconvolgere gli equilibri in seno alla fragilissima Amministrazione comunale.
È entrato a gamba tesa e chiede baldanzosamente che il vicesindaco venga destituito a favore di una persona a lui gradita e che una componente della Giunta comunale lasci il posto, sempre a una persona a lui gradita.
Anche il più sprovveduto capirebbe che, in questa fase, anche un leggero soffio di vento potrebbe determinare un terremoto che ci farebbe tornare di nuovo alle elezioni anticipate.
La città deve essere vigile, uscire dal letargo e combattere affinché la libidine del potere che anima uno sprovveduto non ci faccia precipitare nel vuoto assoluto.
Cosa fare?
Uscire allo scoperto, denunciare, pressare i partiti e i consiglieri per i quali si è votato a reagire con tutti gli strumenti che il nostro sistema democratico possiede.
Franco Iezzi
