Stiamo studiando con un gruppo di legali la possibilità di avviare una azione legale denominata Class Action nei confronti della Senatrice Di Girolamo .
La class action è un procedimento giudiziario che permette a un gruppo di persone che hanno subito lo stesso danno di agire insieme in un unico processo per ottenere giustizia e un risarcimento.
L’iniziativa parte dalla palese inattività e totale assenza della stessa nel collegio elettorale che l’ha eletta. Il gruppo di lavoro ha verificato a lungo le attività che la stessa avrebbe svolto nel Parlamento, nelle sedi del Governo centrale, all’interno della Regione Abruzzo, nell’Amministrazione Provinciale, nella sua città, non trovando assolutamente nulla.
Inoltre è risultato che lei è stata regolarmente assente in tutti gli incontri istituzionali che nel corso degli anni si sono svolti per combattere le criticità del territorio.
Si è quindi convenuto di quantificare il danno nell’80% delle prebende a lei versate dallo Stato fino ad oggi, e chiederne la restituzione, meno una somma di denaro, da quantificare in separata sede, che le consenta di poter avviare una attività di sostentamento (ad esempio l’acquisto di un bar).
Un componente il gruppo, nel corso dei lavori, ha fatto notare però che risulta che la Senatrice Di Girolamo abbia fatto una interrogazione parlamentare quando degli hacker hanno attaccato le strutture informatiche della ASL n.1 e altra interrogazione ha fatto per la vicenda della Marelli. Facendo notare che se è pur vero che entrambe sono rimaste senza risposta, è altrettanto vero che la redazione delle due interrogazioni ha comportato un grande impegno intellettivo.
Il gruppo di lavoro ha preso atto e, pur ringraziando la Senatrice dell’impegno profuso, ha ritenuto che le due iniziative non fossero sufficienti per rinunciare alla Class Action.
A questo punto il componente di cui sopra (amico d’infanzia della Di Girolamo) ha cacciato dal cilindro un’altra informazione di peso: ha raccontato che alcuni viaggiatori di Sulmona avevano lamentato che la fontanella presso la stazione FS di era stata chiusa.
La Di Girolamo non perse tempo,chiese subito udienza di persona all’Amministratore Delegato di RFI, all’epoca Ing. Maurizio Gentile, reclamando il ripristino della fontanella.
Stante l’autorevolezza della Venturelli la richiesta è stata immediatamente esaudita e i casi di svenimento per sete sono stati azzerati.
Il gruppo di lavoro anche in questo caso ha ritenuto però che l’episodio non fosse rilevante, causando di conseguenza una furiosa reazione e una accusa di partigianeria da parte del componente che aveva illustrato le benemerenze della Senatrice.
Per la cronaca il suddetto componente è stato preso a calci in culo e buttato per le scale.
Il resto alla prossima puntata
Franco Iezzi
