Incendio Morrone: l’innesco è di destra, il fulmine è di sinistra

Maria Trozzi

Cabaret istituzionale sugli incendi del Morrone.

Il palco naturale del caso politico dell’Estate è il monte Morrone, dove le fiamme non solo divorano il verde, ma offrono ai nostri rappresentanti l’occasione per dare il meglio in fatto di acrobazie verbali. Il copione è sempre lo stesso: si parte con le certezze granitiche dei vertici della Regione Abruzzo che, di fronte alle insistenti colonne di fumo, finalmente inceneriscono ogni remora sulla brace del bosco e, arrosticini permettendo, elaborano un dolo per gli incendi. Peccato solo che la Procura e gli inquirenti, con la fastidiosa abitudine di basarsi sui fatti, abbiano timidamente fatto notare che non si possa arrestare un fulmine e per fulmine non intendendiamo un ‘piromane flash’, ma un evento atmosferico che, per la verità, risulta alquanto difficile da ammanettare o da trascinare in tribunale, a meno che non si decida di sposare l’ardita ipotesi che quel fulmine fosse palesemente di sinistra, mandato apposta a sabotare la quiete Ferragostana della politica, quella che lo scrittore Andrea Cammilleri definirebbe ‘La vampa d’agosto’.
​La polemica, ovviamente, non si è fermata qui e ha visto protagonisti il consigliere regionale di opposizione Antonio Di Marco e il capogruppo di Fratelli d’Italia, in Consiglio regionale, Massimo Verrecchia, in un duello a colpi di note, contronote e indirizzi e-mail smarriti nei meandri della burocrazia. Da una parte le segnalazioni dell’associazione Celestiniana datate 20 giugno e brandite come un’arma letale, dall’altra la replica piccata di Verrecchia che rinfaccia al collega di aver toppato clamorosamente destinatario e casella di posta elettronica, trasformando un problema di prevenzione in una farsa postale. Ispirati dal poeta anglo-americano Auden si potrebbe chiedere ‘la verità vi prego, sul’ Morrone.
​E di fronte allo spettacolo di una politica che anziché spegnere gli incendi preferisce soffiarci su, viene in mente la saggia ironia di Mark Twain, il quale sosteneva che ‘ c’è una cosa che supera tutte le altre in materia di divertimento: l’ingegno dei nostri politici, quando non sanno cosa dire, ma lo dicono lo stesso’.

Il Morrone intanto continua a bruciare, mentre il coordinatore delle operaziini di spegnimento, notoriamente vicino alle sensibilità politiche di Marsilio, cerca di arginare non solo il fuoco nei boschi, ma soprattutto il rogo permanente delle polemiche estive.