Il vero discrimine per formare il futuro Governo è uno solo: PRO O CONTRO PUTIN

Rebus elezioni Politiche

A seconda delle percentuali dei singoli partiti potra’ nascere o un governo Conte-Vannacci, o un governo del Presidente sostenuto da tutte le forze politiche che hanno abbracciato la causa Ucraina

Di Monica Macchioni

A sinistra abbiamo Fratoianni e Bonelli che sono dichiaratamente contro il sostegno armato alla Ucraina, il Pd e’ diviso in due parti come una mela, c’è’ chi è’ pro Ucraina e chi invece crede che vada rispettato il non interventismo previsto dalla Costituzione .
Conte e’ nettissimo. Mai con chi manda armi alla Ucraina.
Calenda e’ il suo opposto. Filo Ucraina contro Putin male assoluto.
Nel centro destra Udc, Noi Moderati, Forza Italia e Fratelli d’Italia sono fortemente a sostegno della Ucraina, mentre Salvini e Vannacci sono pro Russia con motivazioni e sfumature diverse. La vera domanda e’: come faranno queste forze a trovare una quadra rimanendo all’interno degli schieramenti esistenti e a correre insieme se su una partita così nevralgica sono agli antipodi? Semplice: basterebbe con coerenza correre da soli o formare schieramenti con omogeneità di vedute in politica estera.
Facendo un calcolo approssimativo la parità e’ già sulla carta. Ecco perché tutta questa fatica per portare a termine la riforma elettorale. Il centrodestra sta cercando il modo di recuperare una serie di voti provenienti dai cosiddetti cespugli (movimenti e forze politiche minori tendenzialmente attestate tra lo 0,5 e il 2,5 per cento) che possano garantire di non andare in quasi parità nel caso in cui Vannacci corresse da solo.
D’altra parte Futuro Nazionale Vannacci ha come unica strada proprio quella di correre da solo. Perché il suo essere apertamente anti Ucraina non gli consente di fare accordi con la Meloni che ha preso posizioni nettissime a sostegno della causa Ucraina contro Putin. In caso di accordo, Vannacci non riuscirebbe a vendere ai suoi elettori la favoletta di aver sottomesso la Meloni e di averle fatto cambiare idea rispetto al posizionamento internazionale o sulla Nato. E se Vannacci perdesse quella freschezza data dalla novità e dal suo essere anti sistema, perderebbe anche gran parte del suo bacino elettorale di scontenti verso questo governo di centro destra e di delusi in generale dalla politica finiti nelle sacche dell’astensionismo, e dunque anziché veleggiare verso il 20 per cento o addirittura verso un suo considerevole superamento (come accadde a suo tempo sia ai 5 stelle che alla Lega di Salvini, sia alla Meloni – tutti e tre i partiti superarono di qualche punto percentuale il 30 per cento) quando impostarono tutta la loro narrazione propagandistica su parametri simili di novità, scardinamento del sistema, etc etc ) cadrebbe drammaticamente sotto il 10 per cento. Quindi diamo per scontato che Futuro Nazionale Vannacci corra da solo. E prima il centrodestra ne prende atto e la smette di rincorrerlo sul terreno delle provocazioni, prima mette in sicurezza il proprio bacino elettorale di riferimento dalle scorribande del generale che può solo acquisire voti.
L’incognita su questo terreno rimane Beppe Grillo. Scenderà in campo solo per rivalsa personale contro Conte, oppure dietro a questa operazione dei 5 Stelle Pirata ci sono sapienti burattinai che hanno interesse a far perdere voti a Conte troppo spostato sui cinesi e sui russi? Per come si stanno mettendo le cose, e cioè prendendo atto della impraticabilità del Campo Largo per visioni di politica estera diametralmente opposte, oggi gli scenari del post voto alle Politiche possono a mio parere essere sostanzialmente due.
O nasce un governo Conte – Vannacci, se Vannacci arriva verso il 30 per cento e se Giuseppe Conte tiene sopra al 10 nonostante Beppe Grillo sia a caccia di voti pentastellati- schema analogo al governo gialloverde nato il 2 giugno 2018 con il solo sostegno di 5stelle e Lega, dove oggi Vannacci andrebbe a sostituire Salvini – oppure e’ il Presidente della Repubblica che in caso di pareggio deve individuare una figura rappresentativa di molte forze politiche e far nascere un governo del Presidente con dentro tutte quelle forze che sostengono convintamente la causa Ucraina. A quel punto sarebbe un po’ nell’aria che il prossimo Presidente della Repubblica possa essere una figura molto vicina all’attuale, un personaggio della sensibilità e del calibro di Gentiloni ad esempio.