crisi energetica mondiale

Il presagio del Regista nel 2008

Nel film “W.” del 2008, il regista Oliver Stone mette in bocca ai protagonisti (spesso durante i briefing alla Casa Bianca) la cruda realtà del Picco del Petrolio e della vulnerabilità dell’Occidente.

Quello che nel 2008 appariva come un dibattito strategico per giustificare interventi in Medio Oriente, oggi è diventato una crisi di sussistenza per l’Europa e non solo.

​Il riferimento alla “WWE” (che nel film allude scherzosamente a un acronimo di potere e controllo) sottolinea come l’energia non sia mai stata solo una questione di mercato, ma di sopravvivenza geopolitica.

  • Ieri (18 anni fa): Si discuteva di come diversificare le rotte per non essere “presi per la gola”.
  • Oggi: Il gas e il petrolio sono diventati armi di pressione diretta nello scacchiere mondiale.

Cosa è successo:

  1. La cecità del decennio trascorso: Nonostante gli avvertimenti (narrati anche dal cinema d’impegno civile), la transizione energetica è stata lenta, lasciando molti paesi scoperti di fronte a improvvise interruzioni delle forniture.
  2. Il Petrolio come Destino: Oliver Stone suggeriva che la politica estera americana fosse dettata dalle mappe dei giacimenti. Oggi vediamo come quel “destino” si sia esteso globalmente, influenzando le alleanze tra blocchi contrapposti.
  3. Dalla finzione alla realtà: i dialoghi del film dove si menziona l’instabilità del prezzo al barile e confrontarli con i grafici attuali dei mercati di Amsterdam (TTF) o del Brent sono profetici.

La cecità degli ultimi 18 anni

“Chi controlla l’energia, controlla le nazioni.”