Guerra dell’ombrellone. Muro contro la Regione

Il fronte del mare abruzzese lancia la sfida alla Regione. Si tratta di un coordinamento massiccio che mette insieme il peso massimo, con Confcommercio, Sib Abruzzo (Pescara), Fipe, Cna balneatori e Federalberghi, che ha alzato la voce chiedendo alla Regione Abruzzo la convocazione immediata di un tavolo di concertazione sull’ordinanza balneare 2026. Non si tratta di una semplice richiesta burocratica, ma di una vera e propria barricata tecnica e giuridica eretta da stabilimenti, hotel, campeggi e persino dalle società di salvamento. Al centro della contesa c’è la gestione dei tempi e degli spazi della prossima estate. Il portavoce Riccardo Padovano è stato chiaro: le lacune del passato non sono più tollerabili e l’Abruzzo deve guardare a modelli che funzionano, come quelli di Emilia Romagna e Marche, dove sono i comuni a dettare legge sugli orari. Il timore che circola tra i corridoi è che l’ordinanza venga pubblicata a scatola chiusa, ignorando le osservazioni già inviate via pec. Il messaggio inviato alla politica è un mix di diplomazia e fermezza: il dialogo resta la via maestra, ma senza un segnale rapido scatteranno iniziative di protesta per blindare il futuro delle imprese del turismo.