La consigliera regionale Marianna Scoccia da qualche tempo è particolarmente attiva sui social.
Non passa giorno in cui non denunci qualcosa, non lanci un appello o non si lasci andare a ovvietà e frasi di circostanza.
La vediamo in prima fila quando si parla della Marelli, dove porta il suo saluto e garantisce commossa la sua “vicinanza alle maestranze”.
Giusto il tempo di un cambio d’abito – perché il look ha la sua importanza, anche di fronte a lavoratrici che dovrebbero faticare mesi per permettersi un outfit del genere – ed eccola correre alla 3G.
Anche lì, stessa scena: commozione di rito e solidarietà d’ordinanza ai lavoratori.
Per lei questo basta ed avanza.
La sua politica oggi, purtroppo, sembra ridotta a questo: messe in scena e tante chiacchiere.
Ci si aspettava che si trovasse un modo per portare a casa risultati utili a frenare il declino della nostra area, invece assistiamo all’esatto contrario.
Un caso emblematico di come lei opera in politica “Museo del Realismo”.
Qualche tempo fa la consigliera regionale Antonietta La Porta, insieme al presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri e con il patrocinio di Vittorio Sgarbi, presentarono una proposta di legge per realizzare a Sulmona il “Museo del Realismo”, dotandola di un congruo finanziamento.
Apriti cielo.
La consigliera Scoccia, colta da una sorta di isterismo politico, si è messa subito di traverso e ha presentato oltre mille emendamenti con l’unico obiettivo di affondare il progetto. Il tutto, sia chiaro, non per interesse personale, ma “nell’interesse del territorio”, come da copione.
Di fronte a questo ostruzionismo la città, invece di ribellarsi, ha preferito lasciar correre.
Le elezioni si avvicinano e questo modo di fare politica diventerà ancora più pressante.
È tempo di reagire, di smettere di lasciar correre e d’iniziare a ragionare sul futuro.
Urge ribellarsi.
Si percepisce ovunque che la città vuole riempire questo vuoto proponendo progetti concreti, impegnandosi a realizzarli.
Franco Iezzi
