Sulmona (L’Aquila) -Il comandante del reparto Carabinieri forestali del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, il Tenente Colonnello Goffredo Arcieri, si è incontrato, negli uffici della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Sulmona (L’Aquila), con il Procuratore Luciano D’Angelo. L’incontro si inserisce nel quadro delle indagini sul presunto avvelenamento di 22 lupi, i cui resti sono stati individuati in un’area compresa tra i comuni di Villetta Barrea e Pescasseroli nell’aquilano ad alta quota, con sconfinamenti nel territorio della Marsica. La competenza d’indagine, precedentemente legata anche ad Avezzano (L’Aquila), è stata ora interamente assunta dalla Procura di Sulmona. Parallelamente agli accertamenti sulle carcasse, affidati agli esperti dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale nelle sedi di Avezzano e Teramo, l’attività giudiziaria ha subito un’accelerazione significativa. La scorsa settimana, infatti, il procuratore ha disposto per i Carabinieri e per i Carabinieri forestali l’acquisizione di documentazione, sia in formato cartaceo sia informatico, relativa agli ultimi due anni di attività dell’ente Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Gli inquirenti intendono fare piena luce sulle dinamiche che hanno portato alla morte degli esemplari, probabilmente causata da esche preparate con fitofarmaci. Le analisi in corso mirano a confermare la natura delle sostanze tossiche utilizzate in un periodo in cui il lupo ha visto mutare il proprio status giuridico, con il declassamento di marzo, da specie ‘particolarmente protetta’ a specie ‘protetta’. Il timore delle autorità è che dietro questi episodi vi siano attività illecite, senza escludere quelle volte a liberare i pascoli dalla presenza di predatori, un’antica pratica che tuttavia oggi , se praticata, mette a rischio anche il bestiame domestico e l’equilibrio della biodiversità, danneggiando, di fatto, gli stessi allevatori veri che hanno bestiame da far pascolare.