Boccata d’ossigeno per gli organici, ma per ilCnpp-Spp non basta
Una prima risposta concreta, seppur non ancora risolutiva, arriva finalmente per gli istituti penitenziari di Abruzzo e Molise. Il Ministero della giustizia ha dato il via libera all’assegnazione di 85 nuove unità di Polizia penitenziaria, una mossa che rappresenta la prima tappa di un piano di rinforzi più ampio suddiviso in 3 fasi nel corso di quest’anno. I sindacati di categoria, con in testa la Confederazione nazionale polizia penitenziaria e il Sindacato polizia penitenziaria, accolgono la notizia con un mix di soddisfazione e prudenza, analizzando con attenzione la distribuzione del personale sul territorio.
Le zone che hanno ottenuto i rinforzi più significativi sono quelle storicamente più in affanno. Spicca in particolare la situazione del carcere di Sulmona che riceverà ben 26 nuovi agenti, un numero importante che punta a dare respiro a una delle strutture più sollecitate. Seguono Lanciano (Chieti) con dieci nuovi arrivi e Vasto )Chieti) con 9 unità. La mappa dei rinforzi prosegue con 11 unità destinate all’Aquila, 8 a Campobasso e 6 a Teramo. Numeri più contenuti riguardano invece Avezzano e Chieti, con 3 agenti ciascuna, mentre per le sedi di Isernia e Pescara sono previsti solo 2 nuovi innesti.
Nonostante il giudizio complessivamente positivo sulla manovra, non mancano critiche da parte dei rappresentanti dei lavoratori. Gaetano Consolati, segretario territoriale per l’Abruzzo Cnpp-Spp, ha espresso forte perplessità proprio per il dato di Pescara, definendo inspiegabile l’assegnazione di soli due nuovi agenti per una realtà complessa come quella adriatica. La critica si concentra sulla sproporzione tra le necessità effettive della struttura pescarese e i rinforzi effettivamente concessi in questa prima tranche.
Sulla questione è intervenuto con decisione anche Mauro Nardella, segretario nazionale della medesima organizzazione sindacale, che pone l’accento sulla gestione dei reparti specializzati. Nardella sostiene da tempo che le specializzazioni del Corpo debbano seguire percorsi separati con bandi e organici dedicati, per evitare che i numeri gestiti dalle direzioni non corrispondano poi agli agenti realmente operativi nelle sezioni. Secondo il sindacalista, l’amministrazione penitenziaria deve svolgere un ruolo di riequilibrio per garantire una distribuzione omogenea delle risorse, auspicando che i prossimi provvedimenti possano colmare definitivamente i vuoti d’organico che ancora mettono a dura prova il sistema carcerario.
