Minicar selvagge in centro storico a Sulmona

Da piazza Tresca a piazza Garibaldi, scoppia il caso dei parcheggi sottratti

La piaga della sosta selvaggia a Sulmona (L’Aquila) raggiunge vette di paradossale anarchia, trasformando il cuore della città in un terreno di scontro tra mobilità leggera e abusivismo logistico. L’ultimo episodio, registrato questa mattina in piazza Tresca, rappresenta un caso limite che non può più essere ignorato: 3 minicar hanno letteralmente sequestrato la quasi totalità degli stalli riservati ai motocicli, sollevando un polverone mediatico su una questione di legalità e decoro urbano ormai fuori controllo.
Il nodo della vicenda è tecnico ma dalle ricadute pratiche pesantissime. Nonostante i quadricicli leggeri godano di un’equiparazione fiscale ai ciclomotori, la loro conformazione fisica e l’ingombro volumetrico ne vietano tassativamente la sosta nelle aree dedicate a scooter e motorini, dal Codice. Quelle strisce bianche sono infatti destinate esclusivamente ai mezzi a due ruote, ma la realtà dei fatti racconta una storia di ‘prepotenza stradale’ dove una singola minicar arriva a occupare abusivamente lo spazio vitale di tre o quattro scooter.
Le conseguenze di questa incuria colpiscono la città su due fronti sensibilissimi. Da una parte ci sono i residenti, penalizzati nel loro tentativo di utilizzare mezzi agili per decongestionare il traffico del centro storico; dall’altra c’è il danno d’immagine per una Sulmona (L’Aquila) che si affaccia alla stagione turistica. I molti visitatori che scelgono di raggiungere il territorio in sella a una moto si ritrovano immersi in un clima di disordine che restituisce l’immagine di una città poco ospitale e incapace di far rispettare le proprie regole.
Tollerare che un punto nevralgico come piazza Carlo Tresca diventi il simbolo di questa violazione, l’articolo 158 del Codice della Strada significa arrendersi al degrado. L’appello, ormai corale, è rivolto al Comando della Polizia Municipale affinché intervenga con il massimo rigore.
È necessario un piano di sanzioni sistematico per porre fine a questo abuso sistematico dello spazio pubblico, garantendo che il diritto alla sosta non venga calpestato dall’arroganza di chi considera un parcheggio riservato come un privilegio personale acquisito.