In Abruzzo batte un cuore antico e selvaggi
L’Abruzzo si conferma custode di tesori naturali inestimabili con il riconoscimento dell’Abetina di Rosello (Chieti) come primo bosco vetusto d’Italia. L’ufficialità è giunta con il decreto n. 90394 emanato dal ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (Masaf) il 24 febbraio 2026, iscrivendo l’area al numero uno della ‘Rete nazionale dei boschi vetusti’. L’annuncio è stato celebrato il 21 marzo 2026 a palazzo Benedetti all’Aquila, in occasione della Giornata internazionale delle foreste.
L’iter, basato sulle linee guida ministeriali del 2021, è culminato nella deliberazione regionale del dicembre 2025 dopo un’attenta attività di censimento scientifico. Per sostenere il monitoraggio e la tutela di questo ecosistema, la Regione Abruzzo ha stanziato fondi specifici inseriti nella strategia forestale regionale. Situata nell’alto Sangro, al confine con il Molise, l’Abetina si estende per 169 ettari nel comune di Rosello (L’Aquila). Non appartiene a un parco nazionale, ma è una Riserva naturale regionale guidata, dal 1997, Sito di interesse comunitario (Sic) per i suoi nuclei relitti di abete bianco (Abies alba).
Un bosco è ‘vetusto’ quando l’assenza di attività umana per secoli permette la presenza di alberi di ogni età e abbondante legno morto, fondamentale per la biodiversità di insetti saproxilofagi, picchi e funghi rari. L’area ospita inoltre fauna elusiva come il Lupo appenninico e l’Orso bruno marsicano, che trovano rifugio tra i suoi giganti secolari.
Questo “santuario verde” si conferma un asset strategico per l’Appennino, al pari delle vette del Gran Sasso d’Italia. Come ribadito dal vicepresidente della Giunta regionale, Emanuele Imprudente, il traguardo di Rosello funge da apripista per una gestione moderna e sostenibile che sappia integrare la protezione della natura con il coinvolgimento delle comunità locali.

