Carceri: Nardella (Cpp-Spp), oltre 3 mila 400 le aggressioni patite dai baschi blu, ma i politici sono concentrati solo sui fatti di Torino
In foto Mauro Nardella, segretario nazionale Cpp-spp

Tensione al carcere di alta sicurezza di Sulmona (L’Aquila ) dove 3 agenti sono stati aggrediti da un detenuto di origini campane, sottoposto al regime ad Alta sicurezza. “È stato uno dei papà dei 3 poliziotti aggrediti a darci la notizia dell’ennesima aggressione subìta dal figlio ad opera di un detenuto del carcere di Sulmona”. Lo ha dichiarato Gaetano Consolati, segretario provinciale del Coordinamento nazionale polizia locale sottolineando che “Giungono frammentarie le notizie dal carcere di piazzale vittime del Dovere, ma da quello che si sa, sarebbero 3 complessivamente i baschi blu coinvolti nell’evento. – ha aggiunto – Due sarebbero quelli sottoposti alle cure dei sanitari dell’ospedale mentre un altro è stato medicato nell’infermeria della struttura. In tutti i modi non desterebbero preoccupazione le loro condizioni. Il caso vuole che l’agente colpito per prima, sembrerebbe con un pugno in pieno volto, sia stato aggredito già diverse altre volte. Quello che non si capisce è il motivo per cui sia stato rimesso nello stesso reparto in cui aveva subito l’ultima violenza, lasciandolo così praticamente bersaglio di una possibile vendetta. Quello che rattrista è il fatto che oggi si doveva festeggiare la ricorrenza del 209° anniversario della Polizia Penitenziaria ma ci si ritrova a dover fare i conti con un’altra e tra le più brutali esperienze maturabili in carcere. Speriamo che si prendano subito immediati provvedimenti”.
“Si è parlato molto e giustamente direi dell’aggressione subita dal collega di polizia di Stato a Torino. Vorrei tanto però che i politici si esprimessero, alla stessa maniera, per le 3 mila 440 aggressioni patite dai baschi blu nelle carceri italiane. Quanto accaduto a Sulmona non può e non deve passare inosservato”. Lo ha dichiarato il segretario nazionale del Coordinamento di Polizia penitenziaria, Mauro Nardella. “I parlamentari producano leggi che salvaguardino i garanti della sicurezza carceraria. – ha aggiunto – Iniziassero col mettere al bando quella che ritengo essere un’assurda decisione e cioè quella di voler trattenere ancor di più in carcere chi ha già prodotto 35 anni di servizio. È una vergogna il solo pensarlo figuriamoci averlo normato. Se proprio vogliono fare una cosa buona improntassero subito una riforma che eviti ai poliziotti penitenziari di lavorare sul fronte per più di 25 anni allora si che avremmo qualcosa di cui festeggiare. Intanto però in uno dei prossimi Consigli dei Ministri adottassero un metodo che tiri fuori i poliziotti penitenziari, per lo meno quelli operanti nelle carceri, dall’insana idea di aumentargli l’età per andare in pensione ”.
