Nell’aquilano, ‘Rivisondoli il paese delle due stelle’. Nuovo libro di Galotta

È appena uscito per i tipi di Volturnia edizioni il nuovo libro di Gianluca Galotta, autore e docente a Roma, originario di Rivisondoli. L’opera si intitola Rivisondoli il paese delle due stelle ed è un albo illustrato pensato per bambini fino ai 6 anni. La fiaba è stata inventata e scritta dallo stesso autore, mentre le illustrazioni sono state curate da Barbara Salvucci, artista e docente di grafica e design.
​La trama prende le mosse da Rivi e Sondoli, due gemelli nati da due stelle che vivono lungo due differenti ruscelli di montagna ai quali hanno legato il proprio nome e le proprie caratteristiche. Rivi è di indole riflessiva e le acque del suo ruscello risultano tranquille ma stagnanti, mentre Sondoli è passionale e le acque del suo corso d’acqua sono fresche ma impetuose. Questa divisione fa sì che i pastori locali evitino di fare abbeverare le greggi in entrambi i ruscelli. La svolta arriva soltanto quando i due corsi d’acqua si uniscono, dando origine a un fiume che unisce la freschezza e la tranquillità, spingendo i pastori a fondare un insediamento e a battezzarlo Rivisondoli. La fiaba offre così una chiave di lettura incentrata sulla necessità che ragione e sentimento cooperino anziché contrapporsi.
​Gianluca Galotta, che nella vita professionale insegna filosofia e storia, vanta una produzione letteraria e saggistica già consolidata. Tra i suoi romanzi figurano Il senso delle intersezioni, pubblicato da Graphofeel nel 2021, e L’uomo che parlava con le stelle, edito dalla stessa casa editrice nel 2022. Sul fronte della saggistica ha firmato Immediatezza e Riflessività: ripensare Destra e Sinistra, edito da Mimesis nel 2017, Che ne dici di tornare a pensare? Come risvegliare il cervello nell’epoca dei social network, pubblicato da il Melangolo nel 2020, e Paesofia. Filosofia e viaggi nei piccoli paesi, uscito per La scuola di Pitagora nel 2021. Al suo attivo c’è anche la raccolta di aforismi L’orchestra della vita, edita da Puntoacapo nel 2024. Profondo estimatore dei piccoli centri, l’autore ha coniato il neologismo paesofia, termine che ha ottenuto il riconoscimento ufficiale con l’inserimento nel vocabolario Treccani.
​Dal canto suo, Barbara Salvucci affianca all’insegnamento nei licei e alla collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Roma un’intensa attività di ricerca artistica multidisciplinare. Già art director freelance con esperienze nel mondo della pubblicità, delle case discografiche e della progettazione di oggetti di design per il Vaticano, l’artista ha esposto le proprie opere in contesti di primo piano sia in Italia sia all’estero. Il suo percorso espositivo tocca spazi come il Palazzo delle Esposizioni, il Macro, il Museo Carlo Bilotti, il Musma, il Mart e la Fondazione Arnaldo Pomodoro, oltre a presenze internazionali a New York, Washington, Budapest, Londra, in Svizzera e in Cina, impreziosite dalla partecipazione alla cinquantaquattresima e cinquantacinquesima edizione della Biennale d’Arte di Venezia.