Sgarbi blindato in ospedale: tra polemiche, la battaglia della figlia Evelina

Monica Macchioni

“Evidentemente l’approccio ‘Open’ del Gemelli vale solo per qualche amico raccomandato – che poi uscendo parla con la stampa e propala a comando notizie false e capziose sulle reali condizioni di salute di Vittorio Sgarbi – leggi il Professor Papetti che non è medico ma e’ critico d’arte – e non per tutti, se esiste più di una testimonianza di qualche vero amico di Vittorio che si è recato al Gemelli e non e’ riuscito nemmeno a vederlo.
C’è’ una differenza sostanziale tra l’accudire e il presidiare, soprattutto verso un personaggio che ha fatto della propria vita una opera d’arte: libero, sardonico, sarcastico, irriverente, ma trasparente e accessibile a tutti, popolare e generosissimo. Un uomo che – come Silvio Berlusconi – amava il popolo, le folle, persino gli sconosciuti e amava essere ammirato e benvoluto da loro e mostrarsi a loro per ciò che era davvero e quindi trasparente, crudo, senza retorica, totalmente autentico. Vittorio Sgarbi sul letto d’ospedale deve invece subire la narrazione perbenista e borghese fatta di finti buoni sentimenti, una narrazione imbastita di bugie, ammantata da una retorica melliflua stile cartinina bacio Perugina che Vittorio stesso avrebbe aborrito, del tutto schifato.
Le stesse persone che predicano per gli altri il rispetto della privacy e invitano ad attenersi ai bollettini ufficiali del Gemelli, sono le prime a fare esattamente il contrario, per viziare la narrazione a loro uso e consumo. Dove vogliano andare a parare con queste mistificazioni, pare un mistero. In realtà, guardandoci bene dentro, si vuole costruire per Vittorio un passato del tutto lontano al suo modo rapsode di vivere, si vuole costruire un personaggio che non c’era, evidentemente anche per scopi puramente commerciali. Forse qualcuno pensa già di ideare libri e raccolte di pensieri, un po’ come è avvenuto per i suoi genitori. Nulla di male se non si volesse stravolgerne la personalità come invece il cerchio tragico sta cercando maldestramente di fare: Nino Sgarbi ad esempio si è scoperto scrittore ultra sensibile per il grande pubblico dopo gli ottant’anni e dai suoi libri e’ nato anche un bellissimo film di Pupi Avati “Lei mi parla ancora”. Ecco non vorrei che qualcuno stesse pensando a un finale agiografico anche per Vittorio Sgarbi, snaturando la sua vera natura per renderla più appetibile ai lettori.
Quanto poi alle mistificazioni, dopo l’intervista di Evelina Sgarbi a Silvia Toffanin credo proprio che non ci siano dubbi circa il pensiero della giovane donna rispetto a chi circonda suo padre, ne’ possano ipotizzarsi tentativi di riavvicinamento col cerchio tragico. D’altra parte, come potrebbe riavvicinarsi a coloro che Evelina ritiene i responsabili principali dello stato di salute del padre e del suo repentino e prevedibile peggioramento ?
Altro che “figliol prodiga” come cita inaspettatamente il giornalista Roberto Alessi nella sua rubrica sul Giornale! Evelina non ha nulla da farsi perdonare. Sta conducendo da quasi 2 anni da sola a testa alta una battaglia per provare a salvare suo padre, ma da come lo hanno mal gestito e mal accudito purtroppo la sta perdendo. Se Vittorio Sgarbi oggi sta ancora al Gemelli ed è stato ricoverato per la seconda volta in terapia intensiva e sta ancora in prognosi riservata non è un caso, ma era perfettamente prevedibile. E se si fosse dato ascolto a questa giovane donna che già un anno fa diceva che suo padre non stava bene e non era solo una questione di depressione grave, e che sosteneva che fosse mal seguito e mal accudito, forse oggi Vittorio sarebbe ancora in grado di parlare. Cosa che purtroppo non riesce ancora a fare. Ci auguriamo che al Gemelli dove sono veramente medicalmente alla avanguardia riescano comunque a trovare il modo per curarlo e rimetterlo di nuovo in piedi”.