Come diventare psichiatri, domatori di leoni e supereroi senza permesso sindacale

Corsi di formazione per poliziotti SuperPenitenziari

“Del resto, chi non ha mai sognato di trascorrere 20 ore al giorno a spiegare la Divina Commedia a un detenuto in piena crisi d’astinenza armato di branda?”C’è un equivoco di fondo nella Costituzione italiana che evidentemente ci portiamo dietro da decenni. All’articolo 27 c’è scritto che le pene devono tendere alla rieducazione del condannato. Piccolo dettaglio: nessuno aveva specificato che a fare la parte del terapeuta, dello psichiatra di chiara fama, del medico del Serd e del direttore del circo dovesse essere direttamente il povero basco blu, magari dopo un turno di sole 16 ore filate.
A denunciare la situazione è Mauro Nardella, segretario nazionale del Coordinamento nazionale di Polizia penitenziaria Cnpp-Spp, (Sindacato di polizia penitenziaria) che evidentemente ha il brutto vizio di pretendere l’impossibile. Tipo? Che i poliziotti penitenziari facciano gli agenti e non gli specializzandi in psichiatria clinica e criminologia, a titolo gratuito.

“Diventa educatore di chi non c’è con la testa”: La scena è di una linearità disarmante. Da una parte abbiamo strutture penitenziarie che scoppiano di salute, si fa per dire, visto che i posti letto sono aumentati di 10mila unità senza che le mura si siano allargate di un centimetro. Dall’altra abbiamo un afflusso costante di personaggi instabili, come gli isotopi.
Una domanda tormenta le notti dei nostri governanti: con quali strumenti il poliziotto penitenziario dovrebbe concorrere alla rieducazione di chi, semplicemente, con la mente non ci sta?
Probabilmente, con il manuale tascabile del perfetto psicoterapeuta o con una seduta di ipnosi indotta a suon di mazzate e celle devastate. Perché, diciamocelo, il metodo terapeutico.. della distruzione sistematica del proprio reparto per ritrovare la pace interiore, non ha eguali.

Tra proclami regionali e miraggi digitali, in Abruzzo, ad esempio, aleggia da tempo un progetto mitologico: una riffa per vincere ‘viaggi premio’ nelle Rems (Residenze per l’esecuzione di misure di sicurezza). Un concorso talmente partecipato che se ne parla con la stessa trepidazione con cui si attende l’avvistamento del mostro di Loch Ness. Nel frattempo, istituti come Pescara e Vasto continuano a godersi l’impatto con la realtà. Una realtà fatta di turni da 20 ore che trasformano il contratto di lavoro originario in una suggestiva opzione part-time… ma al contrario. Mentre il Governo sforna proclami a getto continuo, rigorosamente a costo zero per la fantasia e a prezzo carissimo per la sanità mentale di chi indossa la divisa, il personale continua ad andare avanti. Dopotutto, si sa che i poliziotti penitenziari provengono direttamente dal pianeta Krypton: non hanno bisogno di dormire, non conoscono il burnout e la parola ‘esaurimento’ la leggono solo sui libri di cucina, come fossero favole dove la bacchetta magica, per risolvere il sovraffollamento carcerario, é nascosta sotto il cuscino del ministro della magia.