Padre e figlia, artisti di strada, trasformano ogni loro spettacolo in azioni di solidarietà
Hanno fatto una scelta ben precisa: trasformare sorrisi e applausi in un aiuto concreto per chi soffre. Così Davide e Luna, padre e figlia, con i loro spettacoli intrecciano, con il prossimo, un legame fortussimo per tessere le reti della solidarietà. Una generosità che, dalla strada corre dritta a raggiungere e condurre al sicuro chi soffre.
Da una parte il mestiere degli artisti di strada, dall’altra una decisione tutt’altro che scontata: devolvere i proventi degli spettacoli, rappresentati all’aperto, ad un’associazione di volontariato impegnata nel soccorso in ambulanza e nell’assistenza agli ammalati grazie alla professionalità e alla disponibilità di giovani come Caterina Santonastaso che ha investito i suoi risparmi e il suo stipendio da operatrice sanitaria in questa formidabile impresa di solidarietà.
Luna, Davide e Caterina appartengono a generazioni diverse, ma sembrano muoversi sulla stessa lunghezza d’onda. Hanno riscoperto un’arte antica, quella capace di fermare per qualche minuto chi passa, di suscitare meraviglia e di creare un rapporto diretto, vero, con gli altri.
È un linguaggio semplice e universale che hanno scelto di riportare nel presente, in una società sempre più veloce e spesso distratta. Ma per loro lo spettacolo non è mai fine a se stesso: ciò che raccolgono attraverso la loro attività diventa un contributo concreto alla cura e al soccorso degli altri.
Una scelta che hanno voluto legare anche alla figura di Santa Caterina Labouré, alla quale dedicano la loro attività. Un riferimento spirituale che, per chi li ha conosciuti, sembra accompagnare ogni loro gesto e dare un significato ulteriore a quello che fanno.
La loro è, prima di tutto, una storia di famiglia. Un padre e una figlia che condividono un talento e decidono di metterlo a disposizione della comunità e una giovane, come Caterina, che sostiene l’iniziativa. L’amore che li unisce diventa complicità, la complicità diventa arte e l’arte, infine, diventa solidarietà.
In tempi in cui non è sempre facile trasmettere valori tra generazioni, loro lo fanno nel modo più concreto: insieme, per strada, davanti a un pubblico e per chi soffre e con la scelta di restituire agli altri una parte di ciò che ricevono.
E così l’arte torna là dov’è partita. Con una differenza: questa volta, porta con sé anche un gesto d’amore, dedicato a Santa Caterina Labouré.


