C.destra. Sforzini(CsR) presidente Regione Lazio non decide quando un proprietario deve vendere

Roma – “La proprietà privata non è sottoposta all’applausometro. Un presidente di Regione non decide quando un proprietario deve vendere. E su una società quotata le parole delle istituzioni possono influenzare il mercato: è gravissimo, si rischia l’aggiotaggio”. Lo ha dichiarato Luca Sforzini, presidente del Centro studi Rinascimento nazionale, intervenendo sulle dichiarazioni del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca in merito alla società sportiva Lazio e a Claudio Lotito. Sforzini ha aggiunto che “La Lazio non è una partecipata della Regione. I tifosi hanno diritto di contestare, Rocca di tifare, Lotito di non vendere”. Secondo il Centro studi, con le ultime uscite del governatore “è stato superato un limite che riguarda assai meno il calcio di quanto possa sembrare”, arrivando ad affermare che la gestione di Lotito sarebbe conclusa. Il presidente del Centro Studi ha sottolineato inoltre che la Lazio è una società quotata in Borsa e che “le parole di un’autorità istituzionale possono incidere sulle aspettative, sulle percezioni degli investitori e quindi sul mercato”. L’invito finale, rivolto a Rocca, è quello di concentrarsi sulle competenze istituzionali: “Rocca lavori sullo stadio Flaminio, sulle infrastrutture e sui servizi. Non vada oltre: è sconfinamento del potere. E contro ogni sconfinamento del potere, Rinascimento Nazionale starà dalla parte della libertà e del mercato”.