visita a Sulmona del Principe Filiberto di Savoia

L’ennesima figuraccia

Se la politica abdica al senso del ridicolo, alla città resta solo l’umiliazione
C’è da chiedersi con quale coraggio e, soprattutto, con quale visione strategica l’amministrazione comunale di Sulmona abbia orchestrato la recente visita di Emanuele Filiberto di Savoia.


In una città che da tempo attende la visita di figure istituzionali e di esponenti di governo capaci di dialogare concretamente con un territorio in crisi, la priorità di questo sindaco è stata quella di accogliere un personaggio noto alle cronache più per il gossip e la TV che per il rilievo politico.
Il risultato? Un fallimento totale su tre fronti, che lascia in città un profondo senso di vergogna e mortificazione.

Il deserto istituzionale e la gaffe del sindaco: L’incontro previsto con il Consiglio Comunale si è risolto in uno scandaloso flop: nessun consigliere, né di maggioranza né di minoranza, si è presentato. Ma lo spettacolo più squallido è andato in onda sui media regionali. Interpellato dal TG3 Abruzzo sul perché di questa iniziativa, il sindaco ha abdicato a ogni dignità politica e responsabilità personale, dichiarando testualmente “io ho firmato una lettera predisposta dalla segreteria”.

Una vile e irresponsabile giustificazione.
La solita pagliacciata di piazza: all’uscita dal Comune, la scena è scivolata nel ridicolo. Il palcoscenico è stato prontamente occupato dai quattro antagonisti militanti e, in prima linea, da quel contestatore seriale, Mario Pizzola’ ormai aduso a cavalcare ogni pretesto per pura visibilità. Lo scontro verbale e urlato tra fazioni neomonarchiche e repubblicane ha offerto ai media nazionali l’ennesima sceneggiata provinciale.

Il danno d’immagine a una città di cultura: Sulmona è la patria di Ovidio, un patrimonio culturale immenso che meriterebbe di essere celebrato quotidianamente e con ben altra caratura. Invece, per colpa di un sistema mediatico che rincorre la “pancia della gente” e di una classe dirigente inadeguata, la città viene svenduta e ricordata solo per queste miserie.

Questa città ha una storia che merita rispetto. I cittadini hanno il diritto di essere rappresentati attraverso la serietà, la qualità e proposte di alto profilo, non ostaggio del dilettantismo di un sindaco e delle bacheche urlate dei professionisti della protesta.