Occorre una riflessione seria e profonda.
“La criminalità minorile è un fenomeno in crescita che preoccupa istituzioni, famiglie e società civile, con conseguenze per tutti e sulle strutture periferiche della giustizia minorile, compresi servizi sociali ed enti, anche per questo il sindacato della Polizia penitenziaria Fsa Cnpp -Spp ha organizzato sul tema una tavola rotonda, da remoto, per martedì 3 febbraio. Saranno presenti le deputate Debora Serracchiani, Stefania Ascari e Simona Bordonali, il vice responsabile del dipartimento sicurezza e legalità Andrea Castellano, Lucio Camaldo dicente dell’Università di Milano, l’avvocata Sofia Muccio del foro di Milano, il sindaco del Comune di Macerata Campania, Giovanni Battista di Matteo, il cappellano dell’Istituto penale per minorenni ‘Beccaria’di Milano, don Claudio Burgio, il consigliere della V municipalità di Napoli, Paolo Pace, la referente del servizio giustizia riparativa dell’ufficio servizi sociali per minorenni di Bologna Anita Lombardi e la psicologa-psicoterapeuta Ivana di Pippo. “Il malessere dei giovani e la criminalità minorile è una sfida che ci tocca tutti profondamente. Spesso c’è un vuoto di valori, di modelli, di affetti. Occorre analizzare il fenomeno nella sua complessità e agire in termini di prevenzione. – hanno spiegato dal coordinamento sindacale – Bisogna concentrarsi sulla comprensione delle dinamiche psicologiche e sociali che spingono i giovani a compiere agiti devianti. E’ altrettanto importante intervenire precocemente prima che i comportamenti devianti diventino radicati. In una società che spesso glorifica il successo individuale e l’immagine esteriore, molti adolescenti si trovano a navigare un’esistenza priva di bussole morali, in cui la solitudine si traduce in un grido silenzioso. L’assenza di modelli di riferimento stabili e positivi, siano essi figure genitoriali, mentori o figure autorevoli, può innescare una crisi identitaria. Il ragazzo, non avendo figure da emulare o con cui confrontarsi, fatica a costruire una propria identità solida, diventando così vulnerabile all’influenza di dinamiche e gruppi devianti. – hanno aggiunto dal sindacato – Servono risposte concrete autorevoli, a beneficio dei nostri giovani ed a salvaguardia dei servizi offerti dalla Giustizia, spesa in affanno per le tante problematiche relative alla gestione ed organizzazione di tanti giovani problematici, spesso affetti da alcoltossicodipendenza con conseguenze sul lavoro nobile di tante operatrici ed operatori che quotidianamente affrontano la questione (poliziotti penitenziari, educatori, assistenti sociali, psicologi, insegnanti, mediatori culturali”.


